Lavoratori Almaviva ancora in piazza: "1.500 posti a rischio, vogliamo vere soluzioni"

Venerdi nuovo sit in in via degli Emiri, davanti all’assessorato alle Attività Produttive. A mezzogiorno l'incontro con l'assessore Lo Bello. La Cisl: "E' emergenza, la Regione pressi il governo nazionale"

Una recente protesta dei lavoratori Almaviva - foto archivio

Si terrà dopodomani (venerdì 29 gennaio) in via degli Emiri, davanti all’assessorato alle Attività Produttive dalle 9,30 l’ennesimo sit in dei lavoratori Almaviva nel giorno dell’incontro - previsto alle ore 12,30 - con l’assessore al ramo Mariella Lo Bello. Slc Cgil Fistel Cisl e Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, protesteranno per chiedere vere soluzioni alla vertenza che mette a rischio una delle principali realtà produttive siciliane con l’annuncio dei circa 1.500 esuberi in pochi mesi a Palermo.

“Presto indiremo anche uno sciopero – spiega Eliana Puma Rsu Fistel Cisl Palermo Trapani – perchè Almaviva ribadisce la forte criticità vissuta nei siti di Palermo Napoli e Roma, non abbiamo tempi certi, e non sappiamo nemmeno se fra gli esuberi sono già considerati i circa 600 lavoratori della commessa Enel,  che è stata di recente persa dall’azienda. Per il momento è in proroga ma non sappiamo fino quando, si vive nell’incertezza,  e tutto sempre per via della totale mancanza di regole in questo settore che, invece dovrebbe essere regolato da principi certi dato che occupa migliaia di persone, solo 10 mila a Palermo oltre 20 mila in Sicilia”.

Fino al 31 maggio i lavoratori palermitani dovrebbero percepire gli ammortizzatori in deroga, ma neanche su questo punto vi sono certezze. “Non è certa la copertura finanziaria per il 2016 infatti", aggiunge Puma.

"Al tavolo di venerdì ribadiremo la nostra richiesta alla Regione  – spiegano Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani e Francesco Assisi segretario Fistel - , pressi il governo nazionale affinché si possa convocare un incontro in cui porre punti certi per le regole nel settore, del resto si parla di vera e propria emergenza sociale per la città di Palermo e per tutto il territorio siciliano. Se non si interviene a livello normativo nessuna azienda sarà fuori dal rischio chiusura e nessun lavoratore potrà vivere sereno”.

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