"Troppa burocrazia e politiche fallimentari", gli agricoltori tornano in piazza

Si ritroveranno in piazza Marina e attraverseranno in corteo le vie del centro fino a piazza Indipendenza. La manifestazione è organizzata da Coldiretti Sicilia. Il presidente regionale Francesco Ferreri: "Gli aiuti europei ci sono ma restano nel cassetto della Regione e questo è davvero inconcepibile"

Gli imprenditori agricoli siciliani si sono dati appuntamento in piazza Marina, giovedì 14 novembre alle 9, per poi sfilare in corteo fino a piazza Indipendenza dove ha sede la presidenza della Regione. L'iniziativa è organizzata da Coldiretti Sicilia per denunciare "il fallimento delle politiche agricole giovanili regionali, i ritardi burocratici, la mancanza di una strategia di sviluppo, la crisi dei comparti vitali tra cui la zootecnia, la cerealicoltura nonché il costo dell’acqua alle stelle". E' prevista la partecipazione del presidente nazionale Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo.

"Il Programma di Sviluppo Rurale – anticipa il presidente regionale Francesco Ferreri – è all’anno zero. Il nostro dossier mostra chiaramente i ritardi, le modifiche alle graduatorie e le tante incongruenze che stanno determinando una crisi senza precedenti del settore. Il comparto zootecnico è allo stremo per via delle incertezze della movimentazione degli animali. Gli aiuti europei ci sono ma restano nel cassetto della Regione e questo è davvero inconcepibile".

"Mentre da un lato abbiamo imprenditori che scommettono nella qualità, dall’altra ancora una volta ci troviamo di fronte a istituzioni preposte lentissime, che non rispondono più alle esigenze di chi vuole investire. In un anno – aggiunge  Ferreri – più di 150 giovani in attesa del Psr hanno lasciato le campagne dove avevano già iniziato a lavorare perché stanchi di aspettare. C’è poi la vertenza infrastrutturale, ogni temporale dissesta la viabilità interna isolando le aziende. Manca un piano contro gli incendi estivi e non c’è alcuna programmazione per far fronte a quello che è sotto gli occhi di tutti: il cambiamento climatico. Se non si pulisce il territorio sarà sempre peggio".

A testimoniare la crisi del primario siciliano le nuove generazioni che sono tornate a coltivare la terra dei nonni pur di non emigrare, le imprenditrici che hanno creato strutture ricettive per incrementare l’offerta turistica,  gli allevatori costretti a fare i conti con la burocrazia lentissima e l’incertezza delle norme del loro comparto.  

"Ho avuto, e continuo ad avere, grande rispetto per i coltivatori diretti - dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in merito alla manifestazione della Coldiretti - e per gli imprenditori agricoli in generale. Ma quando le manifestazioni di protesta assumono il cattivo sapore della strumentalizzazione provo tanta tristezza. Sarò lieto di incontrare, la delegazione della Coldiretti per rispondere, punto dopo punto, alle osservazioni dell’organizzazione. Serve una vera collaborazione, se vogliamo uscire da una crisi che tiene l’agricoltura siciliana (come quella nazionale) alle prese con mille problemi. Molti di questi vanno risolti a Roma e Bruxelles e spero che la Coldiretti vorrà e saprà ammetterlo".

Articolo aggiornato alle 18.20 del 13 novembre 

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