Unicredit, in Sicilia decine di filiali verso la chiusura: "Salteranno centinaia di lavoratori"

Nel piano industriale presentato dall'istituto di credito è prevista una riduzione di 8 mila posti di lavoro nel triennio, di cui 5.500 in Italia. Il segretario della Uilca Mingoia preoccupato per le ricadute nell'Isola: "Non ci stiamo, siamo pronti ad ogni forma di reazione"

Tagli su tagli. E per la Sicilia sono dolori. Con il nuovo piano industriale 2020-2023 di Unicredit, nell'Isola verranno chiuse decine di filiali: ciò significa che salteranno centinaia di posti di lavoro. L'istituto di credito prevede infatti nel triennio una riduzione di 8 mila posti di lavoro nel gruppo, di cui 5.500 in Italia. E' stata inoltre comunicata la chiusura di circa 450 filiali, 80 quelle a rischio in Sicilia (su un totale di 500).

"Così viene falcidiata una rete già ridotta drasticamente nell’ultimo triennio" dichiara Rosario Mingoia, segretario generale Uilca Unicredit banca, secondo cui "i dati forniti sono ancora molto generici e devono essere calati nella realtà, ma soprattutto ripartiti su base geografica. Certo i numeri comunicati confermano le nostre preoccupazioni in quanto, come abbiamo sostenuto, emerge un ulteriore allontanamento dal territorio con le chiusure di filiali. Inoltre con la drastica riduzione di personale annunciata si conferma una strategia di risparmio dei costi basata esclusivamente su quella voce di bilancio".

"Noi della Uilca non ci stiamo - conclude Mingoia -. Siamo pronti ad ogni forma di reazione, se non vi sarà un processo di crescita che dovrà necessariamente partire dalle assunzioni, indispensabili per fornire una servizio adeguato. Il nostro dovere è creare nuova occupazione che consenta di lavorare con più serenità a chi già opera in Unicredit. Infine non possiamo consentire che vi sia una riduzione di credito alle imprese ed alle famiglie, le banche rappresentano infatti l’unico vero volano per l’economia di un paese. La partita si preannuncia complicata ma noi siamo pronti, fermo restando la volontarietà degli esodi che non può essere messa in discussione".

Per Alessandro Aricò, capogruppo di Diventerà Bellissima all'Ars: "Il nuovo piano industriale di Unicredit guarda molto agli utili del gruppo e poco, troppo poco, alla garanzia dei livelli occupazionali e dei servizi offerti. I 5.500 esuberi previsti in Italia penalizzerebbero ulteriormente i lavoratori, così come la chiusura di 500 filiali avrebbe conseguenze negative per l'utenza. In entrambi i casi la Sicilia pagherebbe per l'ennesima volta un conto molto salato. Condividiamo il grido d'allarme lanciato dalla Federazione Autonoma Bancari Italiani e da tutti i sindacati di categoria: questo piano così concepito è irricevibile, pertanto il nostro auspicio è che Unicredit torni sui propri passi".

Articolo aggiornato alle ore 18,45 del 3 dicembre 2019

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