Almaviva, fra esuberi e investimenti A rischio 500 lavoratori call center

I dipendenti si vedranno decurtare il monte ore e quindi lo stipendio. Eppure l'azienda continua ad investire in Italia e all'estero. Nasce un nuovo sindacato, Asi: "Combattere la disinformazione per ottenere risultati"

Operatori di call center

Quando l’unica certezza diventa l’incertezza dello stipendio. Così per i 500 impiegati dell’Almaviva di Palermo, costretti a scontare un problema di esuberi dell’azienda che gestisce importanti call center come quelli di Sky, Wind, Alitalia o Tim. Questi lavoratori percepiscono dai 500 ai 1200 euro al mese e ora rischiano di vedersi ridurre il monte ore e di conseguenza lo stipendio. Il nome di questo provvedimento approvato dall’attuale governo si chiama “contratto di solidarietà” e l’unica alternativa possibile è la cassa integrazione.

Quello che stupisce di questo stato delle cose è la disinformazione dei dipendenti sulle motivazioni per le quali si stia ricorrendo a questo, dato che Almaviva continua a fare investimenti sia in Italia che all’estero e dato che l’azienda non ha mai dichiarato un bilancio in negativo. “Il problema – spiega Salvo Montevago, Segretario Generale della neonata Asi, alternativa sindacale indipendente - è dato da questo “contratto di solidarietà” che è stato applicato senza nessuna sofferenza. Fino ad oggi ci siamo appellati ai sindacati confederati ma non abbiamo avuto risposte esaustive in merito. Ai lavoratori non è mai stato presentato un bilancio di perdita e questo è il secondo anno che si ricorre in alcuni casi agli ammortizzatori sociali”. L’obiettivo di Asi, dunque, è quello di combattere la disinformazione del lavoratore. “Solo in questo modo – conclude Montevago – riusciremo ad ottenere dei risultati”.

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