In 800 da Palermo a Roma per chiedere al governo "misure per sviluppo e lavoro"

Una folta delegazione parteciperà alla manifestazione #FuturoalLavoro indetta da Cgil, Cisl e Uil. Per i sindacati "vertenze come Blutec, ex Keller, Fincantieri, dimostrano che bisogna rendere ancora più appetibile il nostro tessuto industriale con vere misure che agevolino gli investimenti"

Lavoratori, giovani, pensionati, disoccupati, intere famiglie. Partiranno in oltre 800 da Palermo per la grande manifestazione #FuturoalLavoro, che Cgil Cisl Uil nazionali hanno organizzato per il prossimo sabato 9 febbraio “per sostenere le proposte unitarie per il rilancio del Paese contenute nella piattaforma dei sindacati e cambiare le scelte dell’Esecutivo aprendo un confronto serio e di merito”. Il concentramento sarà alle 9 a piazza Della Repubblica, il corteo giungerà a piazza San Giovanni in Laterano, dove interverranno i tre segretari confederali nazionali di Cgil Cisl Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo

Nel documento discusso dai sindacati con i lavoratori durante i mesi scorsi, c’è la richiesta in particolare per il Mezzogiorno, “dimenticato e penalizzato”, “di nuove politiche che mettano al centro il lavoro e la sua qualità, in particolare per i giovani e le donne, che contrastino la povertà, che prevedano investimenti ininfrastrutture materiali e sociali, in innovazione, scuola, formazione e ricerca, prevenzione e messa in sicurezza del territorio, e che sostengano le politiche industriali”.

“Saremo in tanti a Roma – spiegano i segretari Cgil Palermo Enzo Campo, Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e Uil Palermo Gianni Borrelli -, per rappresentare le preoccupazioni di lavoratori, disoccupati, giovani, pensionati sul loro futuro e delle loro città. Misure come il reddito di cittadinanza possono essere uno strumento assistenziale che affronta il grave livello di povertà presente nei nostri territori, ma di certo non creerà posti di lavoro. Nel nostro territorio – aggiungono  – prosegue la desertificazione industriale, le grandi aziende non investono spesso bloccate dalla burocrazia e dalla mancanza di infrastrutture adeguate. Vertenze come Blutec, ex Keller, Fincantieri, dimostrano che bisogna rendere ancora più appetibile il nostro tessuto industriale con vere misure che agevolino gli investimenti".

"Se non si realizzano le infrastrutture, se si rinviano le assunzioni nella pubblica amministrazione, nelle scuole, negli ospedali, nei servizi sociali, la crescita non potrà mai diventare realtà”, spiegano in una nota i sindacati unitari nazionali. Di fatto secondo Cgil Cisl Uil, “la manovra nazionale non contiene interventi concreti per il lavoro e per rilancio del Paese”. 

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