"Via ai licenziamenti": a rischio i lavoratori palermitani dell'Eurostar Hotel Centrale

L'allarme lanciato da Fisascat Cisl Sicilia: tra i tanti fattori che hanno inciso - oltre alla crisi che da anni investe il settore - ci sono sicuramente gli effetti del Coronavirus che hanno già generato hanno prodotto disdette del 60% negli alberghi

"Abbiamo ricevuto quella che temiamo possa rivelarsi la prima di una lunga serie di procedure di riduzione del personale. La Società Ehsi srl ha infatti avviato procedura di licenziamento collettivo per il personale che svolge servizi di hosekeeping, ristorazione, amministrazione e facchinaggio all'intero delle strutture alberghiere italiane". A dichiararlo è Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Cisl Sicilia. Una procedura che coinvolge 989 unità in tutta Italia di cui 14 lavoratori siciliani dell'Eurostar Hotel Centrale di Palermo, in corso Vittorio Emanuele, e dell'Eurostar Hotel Montetauro di Taormina.

Da quanto si evince dalla comunicazione aziendale, tra i tanti fattori che avrebbero condotto a tale determinazione, oltre la crisi che da anni investe il settore, vi sono sicuramente gli effetti del Coronavirus che ha già generato una disdetta del 60% circa di prenotazioni calendarizzate presso strutture alberghiere o compagnie di volo.

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"Proprio nel momento in cui l'economia turistica siciliana cominciava a mostrare i primi segnali di ripresa, arriva l'ennesima batosta - continua la sindacalista - Un così drastico calo del flusso turistico potrebbe fortemente compromettere l'andamento di tutto il 2020, non soltanto per le strutture alberghiere che hanno già, per l'appunto, ricevuto centinaia di disdette, ma anche per i pubblici esercizi, le agenzie di viaggio e le attività commerciali. La nostra regione necessita di interventi che possano garantire i lavoratori del settore turistico la cui occupazione è circoscritta ad alcuni periodi dell'anno tanto da essere definiti lavoratori stagionali. Non parliamo, infatti, soltanto di coloro che lavorano presso strutture alberghiere ma anche di baristi, camerieri, commessi, guide turistiche, lavoratori in servizio presso musei o impegnati nelle attività culturali ed enogastronomiche. Insomma, un elenco che potrebbe dilungarsi. E' impensabile che, tra tutte le misure varate dal Governo, si pensi solo ed esclusivamente alla 'zona rossa' poiché individuata come maggiormente colpita quando, in realtà, le ricadute si vanno già diffondendo con un effetto domino in tutto il Paese - conclude Calabrò -. Facciamo appello alle Istituzioni e alla Politica siciliana di farsi carico, con senso di responsabilità, di porre la massima attenzione non sottovalutandone la gravità, sopratutto in una Regione come la nostra in cui gli effetti del Coronavirus rischiano di mettere totalmente in ginocchio l'economia l'economia".

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