Fincantieri, chiuso l’accordo: nessun licenziamento di operai

Regione, azienda e sindacati hanno siglato l'intesa dopo una riunione fiume di 14 ore in prefettura. Dopo 10 giorni di sciopero le tute blu tornano al lavoro. L'assessore Venturi: "Risultato importante"

Chiuso l'accordo sulla vertenza Fincantieri e le tute blu tornano al lavoro dopo dieci giorni di scioperi, assemblee e proteste. Al termine un una riunione fiume in prefettura, durata circa tredici ore, iniziata ieri mattina alle 11 e terminata oltre la mezzanotte, le parti - Regione, azienda e sindacati - con la mediazione del prefetto Umberto Postiglione, hanno siglato l'intesa per la quale si era impegnato anche il ministero dello Sviluppo economico che il giorno prima aveva ricevuto le sigle sindacali. Un'assemblea è stata convocata stamane in fabbrica tra le 9 e le 10 per ratificare l'accordo.

“Il raggiungimento dell'accordo, agognato e sofferto e raggiunto a notte inoltrata – dichiara l'assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi - fuga ogni dubbio e restituisce serenità ai lavoratori dei Cantieri Navali. Si tratta di un risultato importante perchè c'è scritto chiaramente che l'azienda si impegna a non ricorrere a licenziamenti forzosi. Si confermano altresì le 3 peculiarità produttive e cioè manutenzione, trasformazione e costruzioni anche speciali con particolare riferimento al settore off shore. Il documento sottoscritto intorno all'una di notte dalle organizzazioni sindacali, dalla Regione e da Fincantieri - ha proseguito Venturi - prevede inoltre una clausola di salvaguardia che, fatti salvi i diritti sindacali e di sciopero, impegna le parti ad attuare tutte le procedure di raffreddamento previste in relazioni ad azioni sospensive dal lavoro o che causano interruzioni alle attività tali da compromettere i contratti sottoscritti tra Fincantieri e gli armatori relativamente alle navi in riparazione o negli stabilimenti di Palermo”.

Salta il "tappo" che finora aveva bloccato il dialogo e messo benzina sulla protesta: niente licenziamenti per 140 dei 505 operai: saranno 35 coloro che, disponendo dei requisiti pensionistici, lasceranno il posto e saranno accompagnati all'esodo, attraverso la mobilità. Per gli altri, su base rigorosamente volontaria, sono previste forme di riqualificazione, part time e trasferimenti in altri stabilimenti e la possibilità di un esodo incentivato, percependo 12 mensilità lorde. Resta confermata la cassa integrazione straordinaria per 24 mesi, ma a rotazione, per un massimo di 470 operai, già in corso dal 2 gennaio. Ieri la Regione aveva ribadito che la propria parte l'aveva fatta, mettendo sul tavolo 56 milioni destinati alla ristrutturazione dei bacini di carenaggio, ma affermando, nel contempo, che non avrebbe accettato i licenziamenti e il ridimensionamento della missione produttiva.



 

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Commenti (2)

  • Hai ragione Giuseppe, vediamo quanto dura la calma prima della prossima crisi però...

  • Avatar anonimo di Giuseppe Tranchina
    Giuseppe Tranchina

    Ogni tanto una buona notizia.

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