Crisi Giornale di Sicilia, dopo i poligrafici scioperano anche i giornalisti

E' la risposta che la redazione intende dare al comunicato dell'azienda "dai toni inaccettabili e diffamatori", che ha definito ipocrita il comportamento dei giornalisti in merito al sostegno fornito alla vertenza dei poligrafici, per i quali sono stati annunciati 34 licenziamenti

"Il Giornale di Sicilia ieri, sabato 22 giugno, è stato in edicola nonostante lo sciopero di noi poligrafici, avvalendosi di lavoratori che presumiamo estranei all'azienda e alle mansioni dei poligrafici stessi e che hanno vanificato la nostra protesta". Continua la "battaglia" dei poligrafici della testata di via Lincoln che mercoledì sera hanno fatto partire uno sciopero di cinque giorni.

"L’azienda - sottolineano in una nota - ha usato toni mai sentiti in anni di dialoghi più o meno animati, definendo ipocrita la nota di solidarietà espressa dai giornalisti nei nostri confronti, perché accompagnata dalla loro prestazione che ha permesso la pubblicazione del Giornale. 
Teniamo a precisare che la pubblicazione del giornale non è conseguenza di una decisione dei giornalisti: sono stati chiamati dall'azienda a prestare il loro servizio e, non essendo in sciopero, non potevano rifiutarsi di farlo. Solidali con i redattori del Giornale di Sicilia, ci auguriamo di continuare in un percorso comune finalizzato alla salvezza dei nostri posti di lavoro e del nostro Giornale". 

E oggi - al contrario di quanto accaduto ieri - il giornale non è in edicola. Il comitato di redazione del Giornale di Sicilia ha deciso con un solo voto contrario di proclamare un giorno di sciopero. E' la risposta che la redazione intende dare al comunicato dell'azienda "dai toni inaccettabili e diffamatori", che ha definito ipocrita il comportamento dei giornalisti in merito al sostegno fornito alla vertenza dei poligrafici, per i quali sono stati annunciati 34 licenziamenti. 

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"Mai fino ad oggi la controparte datoriale si era permessa di utilizzare frasi di inaudita gravità, oltre che false, attribuendo comportamenti privi di qualsiasi riscontro nella realtà - sottolinea il Cdr -. E' chiaro il nervosismo dell'azienda, che ricorre alle offese quando non ha argomenti. C'è un dato incontrovertibile: non è stata ancora avviata alcuna iniziativa editoriale per il rilancio del quotidiano e le nuove edizioni provinciali annunciate a maggio dell'anno scorso sono state cancellate. Col comunicato pubblicato l'azienda si è assunta la responsabilità di alzare il livello dello scontro".

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