Termini, ex dipendenti Fiat in piazza gridano: “Siamo stati traditi”

Circa tremila persone in corteo per manifestare contro il mancato subentro di Dr Motors, che aveva promesso l'avvio della produzione entro l'anno. Appelli a Monti e ai ministri Fornero e Passera

Corteo degli ex dipendenti Fiat

"Oggi dobbiamo far ripartire la protesta e avviare un nuovo cammino". Con queste parole del sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, ha avuto inizio la manifestazione degli ex dipendenti della Fiat. In attesa che da Dr Motors arrivino risposte concrete sul subentro dell'azienda molisana, regna ancora l'incertezza sulla sorte degli operati Fiat e dell'indotto. E più passa il tempo, maggiori sono i timori visto che le garanzie relative all'accordo siglato lo scorso dicembre sulla sorte degli esodati, sembrano essere rimesse in discussione dai nuovi piani del ministero del Lavoro.

Il corteo dei manifestanti è partito da corso Umberto ed ha raggiunto piazza Duomo attorno alle 11. "Non si assisteva ad una partecipazione così numerosa da anni", raccontano alcuni partecipanti. Abbassate per solidarietà anche le saracinesche di tutti i negozi. Secondo le stime degli organizzatori si parla di circa 3.000 persone scese in piazza per manifestare contro il mancato subentro di Dr Motors, che aveva promesso l'avvio della produzione entro l'anno, e contro la mancanza di certezze per chi ha i requisiti per accedere alla mobilità. Presenti tutte le sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil e Ugc e alcuni sindaci del comprensorio, tra cui Termini, Caccamo, Cerda, Sciara, Montemaggiore Belsito e Aliminusa.

"Ricordo che nel mese di dicembre 2009, qualcuno disse a Palazzo Chigi che Termini non avrebbe perso un solo posto di lavoro. Oggi quelle parole suonano come una beffa e destano in noi molta preoccupazione", ha detto il sindaco di Termini. "Il nostro – ha aggiunto - è un territorio che soffre e la crisi qui ci sta travolgendo tutti". E’ l'opinione condivisa da molti dei partecipanti è che “occorre un'inversione di tendenza, manifestare oggi purtroppo serve a poco”. "Dobbiamo cambiare marcia, oggi siamo tutti qui ma c'è un solo assente, il ministro Passera che ha da dato delle rassicurazioni ma da allora è stato assente", prosegue Burrafato.

Gli ha fatto eco anche Oadre Anfuso, che da anni ormai appoggia la causa e partecipa alle manifestazioni: "Non dobbiamo chinare il capo”. "Per amore della reindustrializzazione abbiamo ritoccato anche alcuni punti dell'accordo, prima garantiti da Fiat, e oggi ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano", è invece l'accusa di Comella, Segretario Uil. "Parte delle aziende che hanno manifestato interesse sono fallite. Invitalia, la Regione e il Fondo di garanzia dovevano fare di più". La richiesta da parte dei sindacati è che la politica, fino ad oggi la grande assente, si faccia garante degli impegni presi, dal ministero del Lavoro al Ministero dello Sviluppo economico fino a Invitalia.

Solidarietà anche da parte degli artigiani, presenti attraverso le loro associazioni, colpiti dalla crisi legata alla dismissione dell'azienda torinese. Forte la testimonianza di un ex operaio della Magneti Marelli, che ha rivolto un appello al Presidente della Repubblica Napolitano: "Abbiamo fiducia in te, convoca un tavolo con Monti, la Fornero e Passera". Ma annuncia "nuovi vespri siciliani". In piazza era presente anche Lumia, a tratti contestato, che ha replicato alle accuse di tradimento: "Io sono con voi, sono l'unico che ha il coraggio di venire qui. La Fiat sta boicottando Dr Motors. Dobbiamo lavorare per portare avanti il piano di Dr e dobbiamo dare garanzie agli esodati secondo quanto previsto dagli accordi di dicembre". E domani Primo maggio alle 9.30 sarà simbolicamente tolta l'iscrizione che intitola a Gianni Agnelli la via dove sorge l'ex stabilimento Fiat. Il nuovo nome sarà: Viale Primo maggio, Festa dei Lavoratori.

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