Pensioni, "I conti non tornano": in 5 mila in piazza a Palermo con la Cgil e Landini

In corteo da piazza Croci al Teatro Massimo per protestare contro la riforma che sposta in avanti l'età pensionabile. Il segretario confederale nazionale: "Oggi è inizia una nuova fase di battaglia, solo uniti possiamo farcela"

"Cambiare il sistema previdenziale, per sostenere sviluppo e occupazione e per garantire futuro ai giovani". Sono questi i motivi al centro della mobilitazione nazionale della Cgil che ha portato in piazza a Palermo circa 5 mila persone. Il corteo, partito alle 8.30 da piazza Croci, si è concluso a piazza Verdi intorno alle 13.30 dove è stato allestito un palco. 

"Oggi è l'inizio di una nuova fase di battaglia - ha detto proprio da quel palco il segretario confederale nazionale Maurizio Landini  - perché il lavoro e la giustizia sociale tornino al centro. Occorre mettere al centro di nuovo la qualità dell'occupazione e i diritti e solo se siamo in grado di unire possiamo farcela. Questo Paese non ha bisogno di ulteriori divisioni". Per Landini è necessario fare ripartire gli investimenti: "Non abbiamo governi amici o nemici, la Cgil come le altre organizzazioni sindacali ha chiesto un incontro alla nuova Giunta Musumeci perché ci sono molti problemi che vanno affrontati. La Cgil Sicilia giudicherà il Governo per quello che farà".

Sul palco hanno preso la parola anche due Leonardo Agueci, ex procuratore aggiunto di Palermo in pensione, e Peppino Di Lello, uno dei quattro giudici del pool antimafia di Giovanni Falcone, oltre al leader della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro e a tanti lavoratori. Cinque le manifestazioni organizzate in tutta Italia sotto lo slogan "Pensioni, i conti non tornano!": lavoratori in piazza anche a Cagliari, Roma, Bari e Torino. Alle 12.30 tutte le piazze si sono collegate con la Capitale per ascoltare la segretaria generale Susanna Camusso. 

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"L'AnciSicilia - hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell'AnciSicilia - sostiene tutte le forme democratiche di protesta contro alcune posizioni che stanno fortemente penalizzando il sistema degli enti locali. Per questi motivi non possiamo che concordare con le ragioni della manifestazione organizzata dalla Cgil per una diversa politica economica e sociale e per un sistema previdenziale equo e capace di mettere insieme le esigenze di giovani e meno giovani".

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