Istituzioni, imprese e associazioni insieme per il rilancio di Palermo: la ricetta di Cgil, Cisl e Uil

Tra le priorità dei sindacati lo sblocco delle opere incompiute, dal sistema fognario alle opere di urbanizzazione, e la risoluzione di vertenze cruciali come Blutec: "Solo con un lavoro sinergico e un unico ‘progetto’ la città e il suo territorio potranno rinascere”

Un ‘progetto per Palermo’ per sbloccare tutte le opere strategiche per il territorio, che faccia lavorare sinergicamente al rilancio economico tutti gli attori istituzionali, imprenditoriali, del mondo dell’associazionismo. E’ il punto di partenza della piattaforma unitaria sul rilancio del territorio, che Cgil, Cisl e Uil Palermo hanno discusso e approvato durante i lavori che si sono svolti al Teatro Santa Cecilia e che oltre agli interventi dei segretari generali Cgil Palermo Enzo Campo, Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e del coordinatore Uil Palermo Gianni Borrelli, ha visto anche la testimonianza di tanti rappresentanti delle categorie sulle vertenze del loro settore. 

“Partendo da punti per noi irrinunciabili, come la legalità, il rispetto dei contratti di lavoro, della sicurezza, la capacità di rendere appetibili a possibili investimenti la nostra terra, le infrastrutture, lo sviluppo di tutti i settori industriali e del turismo, del tempo pieno nelle scuole, le partecipate, le politiche sociali, l’avvio immediato dei cantieri per le infrastrutture attese, coinvolgeremo - hanno spiegato i tre segretari - tutti gli attori interessati, istituzioni, mondo imprenditoriale e dell’associazionismo, perché solo con un lavoro sinergico e un unico ‘progetto Palermo’ la città e il suo territorio potranno rinascere”. 

Fra i punti del documento discusso oggi anche il rilancio dell'agroindustria, della ricerca e dell’università; una sanità che sia adeguata alle esigenze dei territori; la crescita dei comparti del commercio e del turismo, congressuale e non,  politiche sociali per contrastare la povertà, i temi della scuola e delle periferie, cultura e nuove tecnologie e la qualità della vita e la soluzione di vertenze cruciali come Blutec e il polo industriale di Carini, oltre al miglioramento del funzionamento della macchina amministrativa dei comuni e dei servizi delle Partecipate. Tutti d’accordo sulla necessità di agire subito, lanciando un grido d’allarme “è ora di imprimere la svolta”. 

Le tre sigle sindacali vogliono dare il loro contributo affinché si possa uscire dalla situazione di stallo in corso. “L’area metropolitana - si legge nella piattaforma creata dai sindacati - primeggia purtroppo per le opere incompiute: dal sistema fognario alle opere di urbanizzazione, dal rifacimento delle reti idriche agli edifici sportivi, dall’adeguamento antisismico delle strutture pubbliche agli interventi di prevenzione e manutenzione per il dissesto idrogeologico. Occorre, peraltro, ultimare i grandi assi viari e ferroviari incompiuti e investire, altresì, in una rete intermodale che connetta efficacemente territori e persone tra le diverse aree, comprese quelle interne, per ottenere un efficace sistema di mobilità tra e per tutto il territorio unitamente ad un piano per la infrastrutturazione energetica e digitale”. 

Servono dunque investimenti e migliorare l’utilizzo dei fondi disponibili, secondo i tre sindacati confederali, ma anche rafforzare, mediante la riqualificazione del personale, le strutture tecniche del Comune, della città metropolitana e dell'Urega, affinché venga ridotto il tempo tra la progettazione e la realizzazione delle opere. Fra le opere ritenuti urgenti: la realizzazione della circonvallazione di Palermo che concretizzerebbe il collegamento extraurbano diretto tra le autostrade A19 e A29; l’implementazione e il completamento del sistema tranviario con la realizzazione di altre tre linee; il ripristino, sul versante ferroviario, dei collegamenti ferrati interrotti. Il finanziamento del progetto per l’elettrificazione della linea ferrata. Il potenziamento dei sistemi portuali di Palermo e Termini Imerese, anche grazie al completamento del quadro normativo che renda operative le Zone Economiche Speciali, per accrescere la loro capacità ricettiva in termini di servizi commerciali e turistici, per garantire i livelli occupazionali, per incentivare nuova e buona occupazione tutelando, al tempo stesso, l’ambiente ed il diritto fondamentale alla salute e sicurezza.

Spazio anche alla soluzione della vertenza Blutec e al rilancio del polo industriale di Carini e di Termini e del cantiere navale di Palermo, e al settore dei call center, da tempo in crisi e che solo sul territorio palermitano conta ben oltre 5 mila addetti. Spazio dunque ai temi dell’università e ricerca, e dell’uso ai fini sociali dei beni confiscati o sequestrati alla mafia. La cultura e il turismo altri nodi al centro del documento dei sindacati, “mettendo insieme un’offerta che coniughi tradizione e innovazione, terziario e artigianato locale; mettendo in rete i teatri, quale strumento di promozione culturale e di attrazione turistico-commerciale; intervenendo sulla promozione delle destinazioni, mettendo in campo azioni anche legislative che mirino alla destagionalizzazione”. 

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