Centro Convenienza, scatta sciopero: "Stipendi arretrati e clienti inferociti per mancate consegne"

I lavoratori del punto vendita Essequattro Srl di via Ugo La Malfa si fermano per tre giorni: "Segnalate anche 'pressioni' per trasferimenti in altre regioni d’Italia con il pretestuoso intento di indurre i dipendenti alle dimissioni volontarie"

Centro Convenienza in via Ugo La Malfa

Stipendi arretrati, richieste di trasferimento ritenute illegittime, clienti inferociti verso i dipendenti per la mancata consegna dei mobili. Per questi motivi la Uiltucs ha proclamato tre giorni di sciopero per i lavoratori del punto vendita Essequattro Srl a insegna Centro Convenienza di via Ugo La Malfa. L'azienda conta in tutto 380 dipendenti in dieci punti presenti sul territorio nazionale e sei depositi dislocati tra Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Lo sciopero nelle giornate del 2, 3 e 4 agosto interesserà l’intera giornata lavorativa.

La Uiltucs Sicilia, guidata da Marianna Flauto, ricorda che i lavoratori "sono privi delle retribuzioni maturate di giugno, luglio e della quattordicesima mensilità, segnalano intimazioni di illegittimi trasferimenti presso altre regioni d’Italia, con il pretestuoso intento di indurre i lavoratori coinvolti alle dimissioni volontarie. Inoltre ormai da mesi l’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori sul luogo di lavoro viene quotidianamente messa a repentaglio dalla clientela esasperata per la mancata consegna dei mobili già acquistati da tempo e per i quali gli stessi dipendenti non sono messi dall’azienda in condizione di fornire adeguate ed opportune risposte.

Le difficoltà aziendali sono già emerse nei primi mesi del 2019, quando la società Essequattro Srl, non riuscendo a garantire per intero le mensilità ai dipendenti ha iniziato ad erogare acconti sino ad arrivare alla condizione odierna, ovvero l’incapacità effettiva di potere garantire gli stipendi. La Uiltucs ha cercato fin da subito di proporre la realizzazione di incontri finalizzati a ricercare soluzioni che potessero, oltre che garantire i livelli occupazionali e abbassare il costo del lavoro attraverso l’utilizzo di  ammortizzatori sociali, contenere la crisi aziendale. A tale invito l’azienda si è sempre mostrata reticente e non si è mai resa disponibile ad un confronto fattivo. All’unico confronto realizzato in sede istituzionale, presso l’Ispettorato del lavoro di Palermo, l’azienda ha testualmente dichiarato che “nessuna crisi aziendale è conclamata” e pertanto avrebbe erogato “a breve” le mensilità spettanti. Dichiarazione del 16 luglio oggi priva di reale riscontro". Per questi motivi la Uiltucs, a sostegno della causa delle lavoratrici e dei lavoratori, "protesterà al loro fianco,  al fine di chiedere a gran voce rispetto, verità e chiarezza di intenti da parte azienda".

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