Dimissioni alla Camera di commercio, botta e risposta sindacati-Confcommercio

Polemica per la decisione di 11 consiglieri, tutti espressione di Confcommercio, di lasciare l'incarico. Al centro della querelle il pagamento delle pensioni del personale. Rappresentanti dei lavoratori in allarme. La presidente Patrizia Di Dio: "Scelta sofferta ma doverosa"

Patrizi Di Dio

Non si placa la polemica per le dimissioni di massa che hanno "travolto" la Camera di Commercio. Se Patrizia Di Dio, leader di Confcommercio e tra i dimissionari, difende la scelta e parla di necessità "di dare una scossa al sistema", i sindacati non nascondono la preoccupazione per il futuro dell'ente.

Tutto nasce dalla decisione di undici consiglieri, espressione di Confcommercio Palermo e Confcommercio Enna, di rassegnare l'incarico. "La Camera di Commercio, cosa che avviene soltanto in Sicilia, deve fronteggiare il gravoso onere del pagamento delle pensioni del personale nonostante la forte riduzione dei diritti camerali. Nasce proprio da qui l’insostenibilità finanziaria - spiega Di Dio -. C’è stato da parte di tutti il massimo impegno ma non sono arrivati risultati concreti in tempi accettabili. Le nostre dimissioni, peraltro sofferte, hanno come obiettivo quello di dare una scossa al sistema perchè fin quando l’Ente non sarà liberato dalla necessità di pagare non solo gli stipendi ma anche le pensioni dei dipendenti in quiescenza non si potrà andare avanti. Deve essere la politica a trovare le necessarie soluzioni - ha aggiunto la Di Dio -. Per imprenditori che hanno senso di responsabilità è esasperante lavorare senza nemmeno la speranza di poter dare un contributo allo sviluppo del territorio e al sostegno delle imprese”. 

Preoccupati i sindacati. "Se si dovesse arrivare allo scioglimento della Camera di Commercio e a una gestione commissariale - dicono i  segretari Uil Sicilia e Uil Fpl Sicilia Claudio Barone ed Enzo Tango - il futuro dei lavoratori sarebbe a rischio. Non ci sono garanzie e manca un piano concreto, non vorremmo trovarci di fronte ad altri licenziamenti".

Di scelta "inopportuna e inappropriata" parla la Fp Cgil Sicilia. "Come è notorio al Consiglio camerale e alla Giunta, ma anche ai non addetti ai lavori - sottolineano il segretario generale Gaetano Agliozzo e il coordinatore regionale Franco Campagna - le difficili condizioni economiche in cui versa l'ente non nascono dalle ridotte capacità finanziarie seguite al taglio del diritto annuale, ma sono legate esclusivamente al comune problema delle Camere siciliane che pagano direttamente le pensioni agli ex dipendenti attingendo dal bilancio corrente". 
 

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