Almaviva, l'azienda propone un "Piano qualità": 3 fasi per rilanciare il call center

La società punta su "analisi delle performance, valutazione condivisa e identificazione delle aree critiche, percorsi di formazione e riqualificazione sulla qualità delle prestazioni". Critica la Cgil: "Basta chiacchere"

Protesta dei lavoratori Almaviva - foto archivio

"Crescita delle attività, riduzione degli ammortizzatori sociali e il ripristino integrale di ogni voce retributiva in busta paga". E' quanto il "Piano qualità per il recupero della produttività e il rilancio della capacità competitiva" del call center Almaviva, presentato oggi dal presidente della società Andrea Antonelli, nel corso di un incontro con i sindacati alla presenza dell’assessore al Lavoro, Maria Ippolito.

"Nel corso della riunione Almaviva Contact - si legge in una nota - ha illustrato le linee del progetto articolato in tre fasi: analisi delle performance, valutazione condivisa e identificazione delle aree critiche, percorsi di formazione e riqualificazione sulla qualità delle prestazioni. Il piano per la qualità, che risponde alla necessità di recuperare il deficit produttività adeguando il livello di efficienza del centro a garanzia della sua sostenibilità, prevede il coinvolgimento attivo e propositivo dei lavoratori e un ruolo di riferimento delle rappresentanze sindacali. Il processo a valle dell’analisi si sviluppa attraverso meeting individuali con la 'funzione qualità' dedicata, indipendente dalla linea gerarchica, in cui si analizzano i dati di performance mettendo in evidenza i punti di forza e le aree di miglioramento. A seguito di verifica dell’efficacia degli interventi, si pianificano percorsi formativi propedeutici al raggiungimento degli standard di efficienza e qualità. Un progetto innovativo per la crescita della qualità, garantito da ogni tutela per il profilo e la riservatezza dei lavoratori, i cui dati individuali raccolti non possono essere utilizzati a fini disciplinari né per definire eventuali avanzamenti di carriera.

“Ancora una volta  - critica il segretario generale della Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso - non si è parlato né di un piano di investimenti da parte dell'azienda né su quello che la Regione intende fare per dare una prospettiva di vita ad Almaviva in Sicilia e tenerla radicata alla nostra terra. Si è discusso di argomenti pretestuosi, a cominciare dal controllo a distanza dei lavoratori: l'articolo 4 dello statuto dei lavoratori è l'ultimo degli argomenti da cui partire e va affrontato a livello nazionale, perché investe tutto il settore e non solo Almaviva”.  “Che fine ha fatto alla Regione il fondo sulla formazione? E l'applicazione dei bandi di information technology? - domanda Rosso – E quali sono gli investimenti dell'azienda? Ci aspettiamo da Almaviva cifre e date previste per gli esodi incentivati, una data precisa per le 100 postazioni di information technology e l'avvio della discussione sul contratto di secondo livello, che può cambiare in modo definitivo l'organizzazione del lavoro. Su questi punti siamo disponibili a confrontarci. Basta chiacchiere. Siamo stanchi di vedere accordi puntualmente disattesi e smentiti dall'azienda. E  vorremmo che la Regione pretenda il rispetto degli accordi e segnali concreti per dare un futuro al settore”.

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