Contro la crisi i confidi siciliani chiedono le Zone a burocrazia zero dentro le Zes

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Lo scorso lunedì, 25 settembre 2019, presso l’assessorato regionale dell’Economia, in via Notarbartolo, si è svolto l’incontro tra l’assessore Gaetano Armao e le organizzazioni imprenditoriali per discutere della nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale 2020-2022 (Defr).

.Per la sezione credito, presenti al tavolo i confidi siciliani rappresentati da Assoconfidi Sicilia e le banche con il rappresentante regionale dell’Associazione bancaria italiana (Abi). «I confidi ci sono perché conoscono il territorio, le dinamiche e le criticità del settore economico regionale – ha dichiarato Fabio Montesano, vicepresidente di Assoconfidi Sicilia – e proprio per questo rappresentano ancor di più importanti partner per le imprese siciliane nel loro accesso al credito. Un presidio sul territorio, soprattutto in periferia, dove tanti sportelli bancari stanno chiudendo».

Apprezzato il lavoro fin qui svolto dall’assessorato in ordine alla sezione speciale Sicilia del Fondo Centrale di Garanzia e al “Fondo Sicilia” previsto dall’ultima finanziaria regionale (circa 84 milioni di euro da usare a favore delle imprese con il supporto anche dei confidi), è stata richiesta l’integrazione del documento, da portare al vaglio della Giunta regionale, nella parte relativa al rafforzamento patrimoniale dei fondi rischi e all’integrazione del capitale sociale versato dalle imprese socie dei confidi nel rispetto delle regole dettate in materia di de minimis e alla luce anche della condizione di insularità che, come la stessa Unione europea indica, deve divenire elemento da sfruttare per l’avvio di percorsi di sviluppo.

Contestualmente Assoconfidi ha proposto l’avvio delle Zone a burocrazia zero (Zbz) all’interno delle Zone economiche speciali (Zes) quale reale supporto agli incentivi e alle agevolazioni fiscali, mentre in ordine alla nuova legge sulla crisi d’impresa e dell’insolvenza i confidi potrebbero essere validi consulenti al fianco delle imprese per risolvere le criticità previste dal legislatore elaborando uno strumento di garanzia per consolidarne le passività a breve termine.

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