Banche a Palermo: "Il fattore umano rimanga al centro dei processi produttivi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Un nuovo anno di passione attende il capoluogo regionale - esordisce così Franco Fasola Segretario dell’UGL-Unione Territoriale del Lavoro di Palermo in merito alle prossime chiusure di sportelli e sulle ricadute occupazionali”. “La funzione sociale delle banche sul territorio palermitano - aggiunge - come tale deve rimanere, la digitalizzazione dilagante nei servizi bancari non deve sostituire l’opera indispensabile dei lavoratori bancari, i quali devono rimanere al centro dei piani industriali, siamo certi che i sindacati di categoria apriranno un nuovo umanesimo in un settore sempre più all’avanguardia”. Il 2020 sarà un anno di svolta per i bancari in vista dell'approvazione della nuova ipotesi d'accordo contrattuale da parte dei lavoratori ed in particolare per la popolazione bancaria in Sicilia. “Le Banche in Sicilia e nel mezzogiorno continuano a tagliare sportelli e posti di lavoro. Unicredit, che aveva ereditato le attivita’ di Banco di Sicilia, Banca di Roma, Sicilcassa e Credito Italiano, non e’ contenta di cio’ che ha fatto sopprimendo e cedendo decine e decine di sportelli e tagliando circa 2 mila posti di lavoro. Sembrerebbe che col nuovo piano industriale vorrebbe sopprimere nell’Isola oltre 50 sportelli e prepensionare oltre 500 lavoratori”. Lo dice Carmelo Raffa, coordinatore della Fabi Sicilia, che chiede provocatoriamente: “Unicredit per la nuova occupazione nel mezzogiorno e nell’isola che fara’? Cio’ che ha fatto in passato e cioe’ assumere qualche mosca bianca che in termini pratici significa zero? A questo punto – conclude il sindacalista della Fabi – e’ piu’ che naturale che la battaglia sull’occupazione e’ la nostra battaglia e come tale la condurremo fino in fondo”.

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