Banca Sant'Angelo, accordo coi sindacati: esodi volontari finanziati anche dal personale

I dipendenti contribuiranno, in parte, a finanziare la fuoriuscita dei colleghi prossimi ai requisiti di pensionamento. Curella: "Anziché chiudere filiali abbiamo salvaguardato l'occupazione". Al via i tirocini in aziende clienti riservati ai figli dei soci

Il “segreto” della Banca popolare Sant'Angelo, che dopo 100 anni di attività al servizio del territorio regionale si appresta ad affrontare le nuove sfide competitive del mercato e del sistema, sta nell’avere puntato sin dal primo giorno sulla centralità del rapporto umano col cliente e sulla conseguente valorizzazione delle migliori figure professionali presenti sul mercato, in quanto la cura, l’attenzione e la disponibilità dei dipendenti verso famiglie e imprese è e resta la primaria fonte di produttività, reddito e crescita. Valorizzazioni che l’azienda conferma anche attraverso la sottoscrizione di accordi sindacali che puntano al futuro miglioramento del “benessere aziendale”.

La banca ha rilanciato gli utili effettuando una importante attività di razionalizzazione ed efficientamento dei costi aziendali coniugandoli con una politica di valorizzazione delle risorse umane che passa - in questa fase e solo in via eccezionale - da interventi economici interni che contribuiranno, in parte, a finanziare esclusivamente l’esodo del personale che è prossimo ai requisiti di pensionamento. In questa logica, al ritorno all’utile d’esercizio sta contribuendo, con merito, tutto il personale che, con il proprio lavoro, sta riportando la banca in area competitiva.

“E’ un fatto riconosciuto da tutti - dichiara Ines Curella - che, mentre altre realtà per recuperare margini hanno scelto di chiudere numerose filiali e ridurre drasticamente il personale, la S. Angelo ha preferito mantenere il presidio del territorio e l’occupazione, che oggi si consolida in 223 unità, e continuare a sviluppare sempre più credito, prodotti e servizi alla clientela. I risparmi hanno riguardato tutti gli altri fronti e solo in residua parte il personale dipendente. Così oggi la rete 'privati e imprese' della S. Angelo è una delle poche in Sicilia che non soffre disagi operativi ed ha la forza e la capacità di affrontare senza traumi le nuove sfide dell’innovazione e della tecnologia, la cui integrazione sta avvenendo, gradualmente, attraverso la riorganizzazione del lavoro e - senza abdicare al principio cardine della valorizzazione professionale - anche mediante l’integrazione dell’organico con figure specializzate, assieme ad opportuni investimenti sul digital banking".

Analogamente la banca, nell’ambito dei festeggiamenti per il centenario, si appresta, nel prossimo mese di gennaio, ad accedere agli strumenti normativi disponibili e a cofinanziare l’annunciato programma di tirocini in aziende clienti, riservati a figli di soci, per favorirne l’inserimento nel mercato del lavoro. E’ quanto ha ribadito la S. Angelo anche alle organizzazioni sindacali Fisac-Cgil, Unisin e Uilca-Uil, nel corso dell’incontro di ieri, già programmato sin dallo scorso mese di luglio, per fare il punto sull’attuazione dell’accordo sottoscritto dalle tre sigle, attraverso il quale tutti i dipendenti fino al prossimo 31 dicembre 2020 contribuiranno in parte residuale alla copertura dei costi degli esodi volontari.

Anche in questa operazione l’azienda ha dimostrato grande senso di responsabilità e trasparenza nei confronti delle proprie risorse. E’ stato infatti chiarito che, come indicato nell’accordo sottoscritto dalle parti, il risparmio rinveniente dal contributo del personale sarà esclusivamente utilizzato per finanziare, in parte residuale, gli esodi volontari dei dipendenti che hanno maturato i requisiti previsti per la pensione.

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