Lavoratori Ati group licenziati e senza Tfr, "Sos" della Fillea all'Agenzia per i beni confiscati

Si tratta dei 109 dipendenti delle tre aziende edili del gruppo Aiello, confiscate nel luglio 2013. Piastra: "Sono nell’impossibilità di fare fronte alle loro esigenze primarie"

"Centonove lavoratori delle tre aziende edili del gruppo Aiello di Bagheria - la Ati Group, la Edimar e l'Ediltecnica - confiscate nel luglio 2013 attendono il Tfr e diverse mensilità arretrate". E' quando dice la Fillea, che ha chiesto all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati un tavolo per risolvere la questione.

"Nell'ottobre scorso - spiega il sindacato - l'Agenzia ha deliberato la riassegnazione alle società della confisca Aiello dei beni immobiliari per un valore di circa 3 milioni di euro che, in quota parte, dovrebbero servire per pagare il trattamento di fine rapporto, le mensilità maturate e i contributi agli enti previdenziali e mutualistici come la Cassa edile. Il patrimonio dell'Ati Group era stato scorporato e ceduto all'erario". 

“Abbiamo preso atto di questa decisione ma i liquidatori non hanno dato certezza sui tempi di questo passaggio e dell'intera operazione e questo lede i diritti fondamentali dei lavoratori  –  spiega il segretario generale della Fillea Cgil Palermo Francesco Piastra - A noi non sta bene. L'Anbsc e l'erario devono trovare una soluzione immediata che dia giustizia dei diritti dei lavoratori. Non è l'unico caso di aziende in sequestro o in confisca che hanno licenziato i lavoratori e non li hanno più pagati, come i lavoratori del sequestro Virga. Attendiamo che l'agenzia convochi questo tavolo per dare risposte ai lavoratori”. 

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Nel recente congresso nazionale della Fillea è stato approvato un ordine del giorno che prevede, per dare soluzione ai ritardi nei pagamenti, che i lavoratori possano ricorrere al fondo di garanzia del'Inps o al Fud, il fondo unico giustizia.  "I lavoratori si trovano nell’impossibilità di fare fronte alle loro esigenze primarie – conclude Piastra -  Non hanno una nuova occupazione ed è scaduto  il periodo coperto dal trattamento di disoccupazione. C'è l'esigenza di pagarli al più presto”.

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