Agricoltura, quasi 10 mila imprese del Palermitano sono sparite nell'ultimo decennio

Tra il 2010 e il 2019, si è registrato in media un calo del 19,1% (-13,2% la media in Sicilia). Lo rivela un'elaborazione dello studio legale Lacalandra di Milano su dati Unioncamere. "Legge sul sovraindebitamento valida soluzione per chi è stato colpito dalla crisi"

In Sicilia, tra il 2010 e il 2019, si è registrato in media un calo del -13,2% delle aziende agricole. Palermo è la seconda provincia con il tasso più alto di chiusura (-19,1%): ovvero 9.821 imprese in meno. 

A rivelarlo è un'elaborazione dello studio legale Lacalandra di Milano, specializzato in diritto fallimentare e crisi da sovraindebitamento, su dati Unioncamere-Infocamere (Movimprese). La crisi ha portato tanti piccoli imprenditori del settore prima a indebitarsi e successivamente a non riuscire a pagare i debiti, inclusi quelli fiscali. Cosa possono fare questi imprenditori che si trovano in difficoltà economica? Un aiuto arriva dalla legge sul sovraindebitamento (la numero 3 del 2012), che permette a soggetti non fallibili "meritevoli" di ridurre i debiti in base alle proprie capacità economiche.

Si tratta di una legge che può aiutare concretamente le imprese siciliane del settore agricolo che in anni di difficoltà sono state costrette a dover chiudere. In base ai dati del 2019, in Sicilia ci sono 77.872 le imprese attive di "agricoltori, allevatori, attività di caccia e servizi connessi".Tra le province della regione, nel 2019, rispetto al 2010, il calo maggiore è stato registrato a Agrigento (-22,5%; 10.223 imprese attive). Seguono Palermo (-19,1%; 9.821 imprese), Caltanissetta (-16,5%; 4.920 imprese), Trapani (-14,6%; 12.588 imprese), Enna (-12,1%; 4.992 imprese), Catania (-11,8%; 14.009 imprese), Siracusa (-10,4%; 6.755 imprese), Ragusa (-9%; 8.706 imprese), Messina (-7,3%; 5.858 imprese). 

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“La legge sul sovraidebitamento rappresenta una valida soluzione per chi si trova ad affrontare una situazione di difficoltà economica - commenta l'avvocato Pasquale Lacalandra -. L’obiettivo della legge è, infatti, quello di aiutare anche i piccoli imprenditori a superare momenti particolarmente difficili come una congiuntura del mercato negativa non prevedibile. I numeri, però, confermano come questa proceduta sia ancora poco utilizzata. E' importante che si faccia una maggiore comunicazione su questo tema, in modo da informare i cittadini dell’esistenza di un’alternativa in grado di aiutarli a risolvere i loro problemi. Ma su questo punto bisogna fare chiarezza. Non è una legge per i 'furbi', bisogna essere meritevoli altrimenti non è possibile accedervi. Inoltre, non bisogna dimenticare che questa procedura risulta vantaggiosa anche per il creditore, poiché, senza la ristrutturazione del debito, correrebbe il rischio di perdere totalmente ogni possibilità di recupero".

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