Voto di scambio, candidato sindaco di Bagheria Tripoli si difende: "Mai promesso posti di lavoro"

Il giovane politico, indagato per corruzione elettorale in concorso con Totò Cuffaro nell'inchiesta della Procura di Termini, respinge le accuse e lancia una stoccata al M5S: "Sono sicuro di aver agito correttamente. I grillini hanno sostenuto un sindaco rinviato a giudizio"

Filippo Tripoli

Si dice "estraneo ai fatti" il candidato sindaco di Bagheria, Filippo Tripoli, dopo il terremoto giudiziario innescato dall'indagine della Procura di Termini Imerese su un presunto caso di voto di scambio. Nella maxi-inchiesta, che ha portato alla denuncia di 96 persone, Tripoli è accusato di corruzione elettorale in concorso con Totò Cuffaro, ex presidente della Regione.

Tripoli si difende così: "Sono sicuro di aver agito correttamente: non ho mai promesso posti di lavoro in cambio di voti. Dopo aver ricevuto e studiato le copie degli atti, attraverso i miei legali chiederò ai magistrati di essere sentito al più presto. Se sul piano giudiziario mi sento assolutamente sereno, sul piano politico mi amareggia il fatto che la notizia sia uscita proprio nel mezzo della campagna elettorale per le amministrative a Bagheria, che mi vede candidato a sindaco".

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"E' evidente infatti - sottolinea Tripoli - che tale notizia rappresenta una ghiotta quanto meschina occasione di strumentalizzazione da parte di qualche avversario. Anche da parte di chi come l'onorevole regionale Salvatore Siragusa, del M5S, sbandierando il vessillo della legalità ha sostenuto un sindaco non solo indagato, ma anche rinviato a giudizio per falso ideologico, turbata libertà degli incanti, violazione del segreto di ufficio e abuso di ufficio al fine di perseguire interessi personali e familiari. Non ricordo, infatti, che Siragusa abbia chiesto né a Patrizio Cinque né ai consiglieri del Movimento di fare un passo indietro".

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