"Finge di essere un tassista e violenta giovane inglese", arrestato ex Pip

I fatti risalgono al maggio scorso. Una ragazza di 20 anni è salita sull'auto di Martino Biuso convinta che fosse un taxi. Condotta in un luogo isolato nella zona di Brancaccio sarebbe stata abusata, rapinata e abbandonata in strada. Decisive le immagini delle telecamere e i vestiti della vittima

La giovane inglese immortalata dalle telecamere mentre cammina in via Roma

Avrebbe finto di essere un tassista e, dopo avere fatto salire sulla sua auto una giovane inglese, l'avrebbe portata in un luogo isolato nella zona di Brancaccio e l'avrebbe violentata e rapinata. Con questa accusa la squadra mobile ha arrestato Martino Biuso, di 46 anni. L'uomo - pregiudicato per i reati di rapina, lesioni, porto abusivo di arma - è un lavoratore precario ex Pip e deve rispondere di violenza sessuale, rapina e sequestro di persona.

La nottata da incubo ripresa dalle telecamere | VIDEO

I fatti risalgono al maggio dell’anno scorso (vai all'articolo), quando una ragazza inglese di 20 anni in città da qualche mese per un progetto universitario di insegnamento, dopo avere trascorso la notte con alcune amiche in alcuni locali notturni, si è ritrovata da sola in via Roma intorno alle 4 del mattino ed è salita su una macchina credendo si trattasse di un taxi. Alla guida del mezzo c'era Biuso che, secondo la ricostruzione della polizia "invece di riportarla a casa l'ha condotta in un luogo isolato, a Brancaccio, dove in auto ha abusato di lei e le ha sottratto telefono cellulare e soldi, abbandonandola al buio. La ragazza - spiegano dalla Questura - ha poi camminato tra i rifiuti ed è riuscita a raggiungere l’autostrada". Solo dopo avere percorso più di un chilometro, è riuscita a chiedere aiuto.

La giovane ha denunciato l'episodio alla polizia, che ha avviato le indagini. Gli inquirenti erano in possesso solo "di alcune immagini sfocate e del modello e colore dell’auto". Determinante è stato il ruolo della polizia scientifica che, attraverso gli operatori del laboratorio di biologia, ha individuato sui vestiti della donna tracce di dna dell’aggressore e lo ha confrontato con quello estratto dai reperti acquisiti dal personale della Squadra Mobile". Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso dal gip Roberto Riggio, su richiesta del pm Righi del pool dei reati sessuali, coordinato dal procuratore aggiunto Petrigni.

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