Villa Trabia, dove i bambini giocano tra preservativi ed eternit

Ad un anno dall'incendio la villa settecentesca si trova ancora nel degrado. Un'ala del parco è ormai monopolio di coppiette e tossicodipendenti: per terra siringhe, molte delle quali con l'ago ipodermico ancora attaccato. Barbera: "Presto via al recupero". L'Amia: "Interveniamo ogni settimana"

Immondizia e siringhe

Vi proponiamo un "gioco": trova l'intruso. Giostre per bambini, spazi appositi per gli animali, piante e fiori dentro e fuori la serra, siringhe e preservativi ed eternit bruciato. Si presenta così Villa Trabia: nel totale degrado, esattamente come poco meno di un anno fa, quando un reportage di PalermoToday aveva evidenziato lo stato di abbandono della villa settecentesca. Allora l'assessore al Verde Giuseppe Barbera aveva assicurato che già si stavano muovendo i primi passi verso il recupero, con lo spostamento proprio in via Salinas dell'assessorato al Verde. Ma ancora non si è mosso nulla. Adesso il Comune fa sapere che la scorsa settimana ha stipulato un contratto con un'azienda privata per bonificare il parco dall'eternit e promette di recuperare lo stato di salute della Villa per restituire decoro al "giardino storico con maggiori valori e potenzialità", senza però fornire certezze sui tempi.

SIRINGHE E PRESERVATIVI - Accedendo alla villa dall'ingresso di via Marchese Ugo, dopo appena 200 metri, fra alberi e cespugli è possibile imbattersi in un luogo di ritrovo per drogati e coppiette intente ad amoreggiare. Lo scenario è degno di un qualunque film sulla tossicodipendenza dove i ragazzi, e non solo, si appartano per potersi iniettare in vena qualche sostanza. Si trovano le confezioni degli "arnesi" utilizzati, cucchiai e siringhe, molte delle quali con l'ago ipodermico ancora attaccato. E se da una parte l'assessore Giuseppe Barbera assicura pronti interventi nei prossimi mesi, il piccolo parco urbano affoga ancora nell'incuria. "In generale, se ci fanno richiesta, interveniamo - fa sapere la dirigenza dell'Amia - Proprio nella villa interveniamo una volta a settimana, e ci torneremo. Ma purtroppo si riempie continuamente. L'ultimo intervento di rimozione siringhe - precisano dagli uffici - è stato effettuato lo scorso sabato 8 giugno. Gli interventi sono programmati settimanalmente in quanto il sito é ricettacolo di siringhe. Giovedì 13 giugno é previsto un ulteriore intervento agevolato dalle indicazioni del personale di sorveglianza".

Ma riguardo a ciò i giardinieri della villa non metterebbero la mano sul fuoco: "Vediamo ogni tanto un 'lapino' dell'Amia, ma non sappiamo esattamente cosa vengano a fare". Ma se il comune e l'Amia provano a tamponare l'emergenza, servirebbe allora che venissero prese delle misure per contenere il fenomeno.

ETERNO ETERNIT - 372 giorni. Tanto è passato dall'incendio scoppiato e domato all'interno della villa settecentesca. Le fiamme colpirono un vecchio casolare abbandonato che si trova sul versante vicino a via Piersanti Mattarella. La copertura del piccolo edificio è fatta di eternit, ormai eroso dal tempo, spezzato in piccole parti e perlopiù carbonizzato. E il pericolo incombe ancora sulla salute delle migliaia di cittadini che vivono a ridosso della villa e degli allievi di due scuole: il liceo Gonzaga e la scuola media Alberigo Gentili. Dopo aver bandito la gara d'appalto, lo scorso 31 maggio il comune ha stipulato un accordo del valore di 22.850 euro con la ditta L'Ammiraglia Recuperi Ambientali per "rimozione, trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi in cemento amianto e rifiuti misti di costruzione e demolizione abbandonati in strade ed aree pubbliche". "Con questo contratto - spiega l'assessore Giuseppe Barbera attraverso una nota - saremo in grado di effettuare il servizio per alcuni mesi ed affrontare le emergenze, in attesa che si sblocchi la vicenda burocratica che blocca la gara più complessiva" (una gara da 170 mila euro che attende una pronuncia del TAR, ndr)

Anche su questo l'assessore all'Ambiente assicura: "Dopo un anno, e da una settimana, qualcosa si muove. Non posso sbilanciarmi sulla tempistica, ma siamo in pieno intervento. Tra gli spazi verdi, Villa Trabia sarà la prima di cui ci occuperemo". Ma il titolare dell'azienda, il signor Ferraro, non ha dato piena conferma a questa ipotesi: "In 5 giorni abbiamo già fatto 20 interventi ed altri 180 ci attendono. Settimanalmente riceviamo la lista dei siti da bonificare dal Servizio Ambiente ma, ad oggi, Villa Trabia non è fra quelli". E in questo mesto scenario, un'immagine la dice lunga. Nello spazio antistante il casolare bruciato c'è un piccolo forno e, di fronte, della legna utilizzata probabilmente da chi viveva in quel luogo prima che andasse in fiamme. Fra la legna anche i resti di una 'trinacria', inconfondibile simbolo della Sicilia, utilizzata per cucinare un pasto caldo sulla griglia (vedi foto).

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