Villa Trabia, tolte oltre 300 siringhe Ma l'eternit per ora resta lì

Bonificata parzialmente la zona vicino all'ingresso di via Marchese Ugo. Il Comune: "Il materiale cancerogeno sarà rimosso più avanti, quando gli operatori potranno lavorare in sicurezza". E l'assessore Barbera pensa all'uso delle telecamere

Le siringhe tolte - foto Campolo

Missione compiuta, almeno per ora. Questa mattina un operatore dell'Amia, da solo, è riuscito a rimuovere oltre 100 siringhe in una delle zone di Villa Trabia, che si aggiungono alle "oltre 200 siringhe tirate fuori ieri - spiega Amia in una nota - a seguito di asportazione delle sterpaglie e degli arbusti da parte dei giardinieri comunali". Ma il lavoro da fare è ancora tanto e "certe situazioni non si risolvono dall'oggi al domani - spiega l'assessore Giuseppe Barbera - L'Amia fa quello che ha sempre fatto. Chiederemo di fare meglio e di più". L'intervento è arrivato dopo il reportage di PalermoToday sullo stato di degrado in cui si trovava la villa settecentesca.

Eternit e rifiuti adesso hanno le ore contate. "Nella zona dalla quale si accede da via Marchese Ugo c'è da lavorare. E' l'entrata meno controllata - spiega il dottore Rosario Rosano, tecnico responsabile del settore Giardini Storici - Bisogna potenziare il servizio custodia in tutti gli ingressi. Stiamo cominciando ad abbattere rami ed alberi per mettere in sicurezza il luogo. Non si deve abbassare la guardia, anzi. Abbiamo richiesto nuove unità per poter portare a termine il lavoro e restituire, in buone condizioni, la villa alla città. Di fatto abbiamo preso un ufficio interno alla villa, così da poter monitorare meglio la situazione. Stiamo sistemando il parco gioco, abbiamo messo la sabbia e ci stiamo preoccupando del recupero conservativo del giardino".

Ma i fatti, stando a ciò che si vede, sono fuori dal normale. "Facciamo ciò che ci è possibile rispetto alle risorse - ci spiega l'operatore Amia Filippo Seidita, mentre pazientemente cerca fra le sterpaglie altre siringhe - ma purtroppo in certe zone non riusciamo neanche ad arrivarci, pur intervenendo due volte a settimana, perché rami ed alberi impediscono il passaggio. Serve maggiore collaborazione fra le realtà coinvolte". Ma se da un lato si dovrebbe ripristinare un livello minimo di decenza, dall'altro bisognerebbe pensare a soluzioni durature. "Mettere un faro per il illuminare la zona, la videosorveglianza ed altre pattuglie in orario pomeridiano o notturno potrebbero giovare alla situazione. Per alcune cose servono determinati permessi dalla sovraintendenza - conclude l'assessore Barbera - ma ribadiamo il nostro grande interesse nel recupero di questa villa".

Anche per la rimozione dell'eternit, sembrerebbe che qualcosa si stia muovendo. "Abbiamo una programmazione da rispettare, ne potremo riparlare la prossima settimana - spiega il Roberto Giaconia, della posizione organizzativa Rifiuti e Siti contaminati -. Questo non è un intervento simile a quelli che si fanno normalmente e di cui si dovrebbe occupare la ditta che ha vinto la gara d'appalto, cioè la rimozioni di rifiuti speciali per strada. Ad ogni modo abbiamo fatto un sopralluogo e comunicato tutto in assessorato, ma bisogna lavorare in sicurezza. Nel casolare, abbandonato e bruciato, c'è il rischio che qualcosa cada in testa ai lavoratori. Dobbiamo intervenire diversamente". E questa volta un impegno è stato preso dall'amministrazione: "In meno di un mese crediamo di poter risolvere la cosa".

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