Decreti del prefetto scaduti, vigili urbani (ex precari) consegnano le pistole

In 20 hanno lasciato l'arma al Comando di via Dogali, perché la Prefettura non ha rinnovato la qualifica di agente di pubblica sicurezza. I caschi bianchi sono stati stabilizzati a settembre, ma i decreti di nomina sono rimasti "a tempo". Il caso al centro di un'interrogazione della Lega. Figuccia (Udc): "Ennesimo pasticcio"

Oltre 20 agenti di polizia municipale - che facevano parte di un bacino di 173 precari da poco stabilizzati - hanno consegnato oggi le pistole al comando di via Dogali. A rischio i servizi esterni. Il motivo? La Prefettura non ha rinnovato i decreti di nomina ad agente di pubblica sicurezza, necessari per usare l'arma da fuoco.

In pratica, si sarebbe creato un corto circuito tra Comune e Prefettura. Nel decreto di nomina di questi ex precari, infatti, la qualifica di agente di pubblica sicurezza era valida sino a scadenza del contratto: ovvero dicembre 2019. Malgrado i vigili urbani siano stati stabilizzati lo scorso mese di settembre, però, non è stato prorogato il decreto prefettizio. Mancata comunicazione dell'amministrazione comunale? "A quanto pare sì - risponde Sabrina Figuccia, consigliere comunale dell'Udc -. Palazzo delle Aquile avrebbe dimenticato clamorosamente di chiedere alla Prefettura la proroga dell’autorizzazione all’utilizzo delle armi o la trasformazione in decreto a tempo indeterminato. Insomma, l'ennesimo pasticcio". 

"Ecco perché - prosegue Figuccia - un bel po’ di vigili urbani attualmente in servizio non sarebbero in regola con la legge, tanto che alcuni sindacalisti hanno consigliato ai propri iscritti di depositare l’arma al Comando per evitare guai". 

Di sicuro c'è che nelle norme di riferimento - il Regio decreto 690 del 1907, le leggi numero 84 del 1992 e 65 del 1986 - la qualifica di agente di pubblica sicurezza viene assegnata sine die. Tranne che non venga meno il godimento dei diritti civili e politici o il vigile non vada in pensione. Così c'è scritto infatti nei decreti rilasciati dalla Prefettura, su istanza dell'amministrazione, ai vigili effettivi. Per quanto riguarda gli ex precari, invece, i decreti erano "a tempo". Nel 2009 furono emessi i primi, poi prorogati nel 2014 con scadenza 2019. La stabilizzazione, avvenuta a settembre, però non è stata presa in considerazione. E, con il decreto scaduto, alcuni agenti hanno deciso oggi di depositare le pistole al comando.

Un vero e proprio caso su cui il capogruppo della Lega in Consiglio, Igor Gelarda, aveva acceso i riflettori con un'interrogazione al sindaco. Adesso il Comune si è mosso e la Prefettura potrebbe a breve dirimere la questione. Nell'attesa, afferma Daniele Galici (Rsu dell’Ugl alla polizia municipale), "invito, in via precauzionale, tutti i colleghi che hanno il decreto scaduto a consegnare l'arma presso il nostro Comando".

Dopo qualche ora arriva la replica del comandante della polizia municipale. "L'Amministrazione comunale e segnatamente questo Comando -  dichiara Vincenzo Messina - ha già avviato la necessaria interlocuzione con la Prefettura per il rinnovo del Decreto di autorizzazione al porto d'armi per gli agenti. E' stato già fatto presente che, pur in presenza di un formale rinnovo contrattuale che ne ha modificato alcuni aspetti giuridici, ciò non ha in alcun modo inciso sui profili e compiti degli agenti. Non vi è quindi motivo di fomentare inutili allarmismi né invitare i dipendenti a comportamenti di cui non è certa la legittimità".

Articolo aggiornato alle ore 18,50 del 15 gennaio 2020 // Aggiunte dichiarazioni del Comandante

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