Via XX settembre, Ottica Lipari ancora nel mirino: mazzate contro la vetrina

E' scattato l'allarme e il colpo non è andato a buon fine. In azione quattro uomini incappucciati, ripresi passo passo dal sistema di videosorveglianza del negozio. Il titolare a PalermoToday: "Questa non può e non deve essere una zona franca"

La vetrina del negozio di via XX settembre

E' da poco passata la mezzanotte, quattro uomini incappucciati arrivano a tutta velocità a bordo di un’auto che posteggiano in retromarcia lasciando ben visibile sia la targa sia un cartello con la “P” di principiante. Una manciata di minuti, l’effrazione col piede di porco, l’allarme che suona e la fuga. Non è andato a buon fine il tentato furto, compiuto nella notte tra lunedì e martedì, ai danni dell’Ottica Lipari di via XX settembre. Per la storica insegna di occhiali è il quinto episodio negli ultimi anni.

Le immagini del tentato furto | VIDEO

A immortalare la scena le telecamere di videosorveglianza del negozio che Gabriele Lipari, il titolare, ha direttamente consegnato ai carabinieri sporgendo denuncia. “Fa strano vedere quattro uomini incappucciati, con un piede di porco forzare la vetrina di un negozio in pieno centro a un orario in cui c'è ancora movimento - spiega a PalermoToday -. Danno quattro botte alla vetrina, posteggiano la vettura consentendo alle videocamere di immortalare la targa, scappano indisturbati. Non volevano nasconderla, forse era rubata? Non può succedere tutto questo in una via come via XX Settembre. Questa non può e non deve essere una zona franca”. 

L’episodio è solo l'ennesimo che si somma ai quattro avvenuti negli anni passati e a quello di via Ariosto dove sei mesi fa, nel locale storico gestito dal padre, hanno provato a forzare l’ingresso senza riuscirci. “Quattro di questi episodi sono dei chiari tentativi di furto. Erano armati di sacchetti, volevano portare via la merce - precisa Lipari -. Soltanto uno di questi è stato uno sfregio”. Era il 2015 quando un uomo a volto coperto, con cappellino e cappuccio, ha danneggiato la vetrina assestando due colpi decisi di martello, andando poi via. “Quell’episodio mi ferì - conclude -. Ancora oggi non voglio togliere quel segno dalla vetrina, non per denaro, ma per ricordarmi ogni giorno di cosa è capace un essere umano”.

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