Rissa degenera, giovane sale su una Smart e investe il rivale: 24enne in coma

E' accaduto in via Montalbo. Un ragazzo di 18 anni si è presentato ai carabinieri autoaccusandosi ed è stato arrestato per tentato omicidio. La vittima è ricoverata all'ospedale Villa Sofia. Avviate le ricerche delle altre persone che avrebbero partecipato alla lite

Villa Sofia

Una discussione degenera rapidamente in rissa e uno dei contendenti apre lo sportello di una Smart, si siede al posto di guida, investe uno dei rivali e fugge lasciandolo sull'asfalto. E' accaduto tutto questo ieri sera in via Montalbo, all'altezza del civico 233, non lontano dai cantieri navali. Adesso un 24enne - C.P. - è in ospedale in coma indotto: per lui la prognosi resta riservata con riserva sulla vita. Un diciottenne - G.B. - si è autoaccusato ai carabinieri ed è stato arrestato. Il ferito - adesso ricoverato al Trauma center - ha riportato un trama facciale, un grave trauma toracico e la frattura di due vertebre lombari.

L'episodio ha ancora contorni poco chiari e sono in corso le indagini. Secondo una prima ricostruzione c'è stata una rissa tra alcuni ragazzi. Uno di loro è poi salito in auto e ha travolto uno degli altri giovani coinvolti. Il ferito è stato soccorso da polizia municipale e 118 e adesso è a Villa Sofia in condizioni disperate. Il giovane alla guida della vettura in un primo momento avrebbe abbandonato il mezzo tentando di far perdere le proprie tracce, ma poco dopo si è presentato alla stazione dei carabinieri di Palermo Falde per costituirsi.

E' stato arrestato per tentato omicidio e portato in carcere in attesa dell'udienza di convalida, mentre il ferito è stato sedato e intubato. Ad aggravare la sua posizione, il fatto che si sia messo al volante della Smart (del padre ndr) nonostante non abbia ancora conseguito la patente. Cosa abbia scatenato tanta violenza resta ancora un mistero. Avviate anche le ricerche degli altri giovani che avrebbero partecipato alla rissa.

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Commenti (17)

  • Il movente? Robaccia!?

  • E basta co tutta sta' pubblicità! Basta!

  • Ancora pubblicità?

  • Comunque la gente alza le mani con facilita' estrema..!! anche per poco..!! Poi non ottiene giustizia da nessuno..!! un aggressione si risolve tramite querela con la conseguenza dei costi e qui i risultati..!! L'ultimo di Arenella avete sentito..?? mille denunce ma invano la ragazza esasperata ha risolto da se

  • Ma la gente ha perso completamente il lume della ragione? Ma che genere di strana mutazione sta colpendo una gran parte della razza umana? Rimango allibita!!

    • Sono le droghe oramai alla portata di tutte le tasche il fatto nuovo che sta portando al baratro l'umanità.

  • Avatar anonimo di 800a
    800a

    Iosento ciavuru ri  erba o di fumu.....

    • ... ri sicarri!

  • Le liti tra galletti ci sono sempre state dalla notte dei tempi, ma diciamo che oggi ci si sono messi anche i bisogni indotti e le droghe a complicare le cose.

  • Io a "testa" associerei un'altro aggettivo

  • Violenza gratuita non ereditata da nessuno.. Cosa sta succedendo nei giovani è molto strano... Si rovinano la vita loro e le loro famiglie... Tutto sponsorizzato senza dare valore alla vita...vedono la violenza come risoluzione a tutto... Senza sapere che i genitori soffrono nel sentire queste cose e viverle.... 18 e 24 anni il bello della vita.... Senza pensieri...

    • Avatar anonimo di Valerio
      Valerio

      La violenza fa parte dell'uomo,  non dIca baggianate, che non sia ereditata da nessuno ho i miei dubbi.. La violenza non è un problema dei giovani di oggi, non bisogna attribuire colpe a questa generazione tanto per dire che è una generazione inutile.

  • Dovremmo tutti contare fino a 10 o 100 ma non sempre si riesce a fare e quando saltano i nervi si fanno cose che poi ci si pente. Un in bocca al lupo con tanti auguri per chi sta combattendo per la propria vita.

  • INCIDENTE D’AUTO DOLOSO? LA VITTIMA VIENE RISARCITA DALL’RC AUTO, COSÌ SENTENZIA LA CASSAZIONE La Corte di Cassazione esprime un nuovo giudizio: il danneggiato va risarcito in ogni caso, con o senza dolo da parte del colpevole. La sentenza della Corte di Cassazione, la n. 20786/18 pubblicata il 20 agosto dalla terza sezione civile, è chiara: l’assicurazione del proprietario dell’auto deve risarcire anche se il conducente ha provocato un incidente doloso. Questa sentenza si contrappone con quanto è stato fino ad ora portato avanti da parecchie compagnie assicurative, che si sono spesso opposte ad offrire il risarcimento dovuto alle vittime (o ai loro eredi) di incidenti causati volontariamente appellandosi all’articolo 1917 del codice civile in tema di assicurazione, che esclude dal risarcimento «i danni derivanti da fatti dolosi». L’importanza della sentenza, quindi, è determinante nei confronti delle vittime del dolo, e dei loro eredi, che potranno da adesso avere pieno diritto al loro risarcimento, eludendo qualsiasi tentativo di sottrarsi a quanto dovuto da parte delle compagnie assicuratrici. Secondo quanto stabilito dalla Suprema Corte, infatti, è indubbio che sia necessario tutelare la vittima e non l’aggressore; «In tema di assicurazione obbligatoria dei veicoli a motore, la garanzia assicurativa copre anche il danno dolosamente provocato dal conducente nei confronti del terzo danneggiato, il quale, pertanto, ha diritto di ottenere dall’assicuratore del responsabile il risarcimento del danno, non trovando applicazione la norma di cui all’art. 1917 c.c. – che non costituisce il paradigma tipico della responsabilità civile da circolazione stradale, rinvenibile, invece, nelle leggi della RCA e nelle direttive europee che affermano il principio di solidarietà verso il danneggiato -, salva la facoltà della compagnia assicuratrice di rivalersi nei confronti dell’assicurato – danneggiante, ove la copertura contrattuale non operi». Poco importa quindi che l’autovettura sia usata in maniera impropria da parte del guidatore per la Suprema Corte, e altrettanto irrilevante è che il conducente sia il proprietario del mezzo o qualcuno che lo abbia in prestito.

    • Maestri del copia e incolla.

  • Dispositivo dell'art. 56 Codice penale Codice penale → LIBRO PRIMO - Dei reati in generale → Titolo III - Del reato → Capo I - Del reato consumato e tentato. Chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, risponde di delitto tentato, se l'azione non si compie o l'evento non si verifica. Il colpevole del delitto tentato è punito: con la reclusione non inferiore a dodici anni, se la pena stabilita è l'ergastolo; e, negli altri casi, con la pena stabilita per il delitto, diminuita da un terzo a due terzi. Se il colpevole volontariamente desiste dall'azione, soggiace soltanto alla pena per gli atti compiuti, qualora questi costituiscano per sé un reato diverso. Se volontariamente impedisce l'evento, soggiace alla pena stabilita per il delitto tentato, diminuita da un terzo alla metà.

  • Teste calde.

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