Via Emma dal caos all'intesa: più servizi per il quartiere e "convivenza" tra rom e palermitani

Il trasferimento delle famiglie avverrà in contemporanea alla nascita di un "giardino urbano" gestito dai residenti e alla realizzazione dell'impianto di illuminazione pubblica. Orlando e Mattina: "Decisione figlia del dialogo e del confronto". Entro fine anno la dismissione del campo nomadi

La villa di via Felice Emma

Dalle polemiche all'intesa, dalla contestazione al grido di "Prima gli italiani" al dialogo. Sembra che sia tornata la pace tra l'amministrazione comunale e i residenti di via Emma, nella zona del Pagliarelli, dopo il caos nato per l'assegnazione di un bene confiscato alla criminalità organizzata ad alcune famiglie rom allontanate dal campo nomadi. 

I residenti, come già anticipato nei giorni scorsi, hanno accettato l'idea che una coppia rom con due bambini piccoli si trasferisca nella villa individuata dal Comune ma a una serie di "condizioni". "Il bene confiscato - ha spiegato Mattina nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto sulla situazione (foto in basso) - è molto grande. Una parte diventerà 'giardino urbano' con giochi per i bambini, saloni dedicati ad attività per i residenti, sale dove organizzare attività per anziani. Sarà affidato alla gestione dei cittadini, non a un'associazone o un ente ma agli stessi cittadini secondo il modello del 'bene comune'. Poi ci sono due immobili: uno sarà assegnato a una famiglia palermitana, l'altro a una famiglia rom. Entrambe sono inserite nella lista dell'emergenza abitativa, non importano etnia o colore della pelle. Il Comune si impegna  ad attivare una serie di opere, In via Emma si porterà, ad esempio, l'illuminazione pubblica". 

Si tratta di un "pacchetto completo". Ciò significa che le famiglie si trasferiranno solo quando tutte le opere saranno completate. Fino ad allora - l'orizzonte temporale è quello di fine dicembre - si cercherà una soluzione transitoria per le famiglie. Quanto stabilito sarà formalizzato con un atto di indirizzo della Giunta, dove saranno indicate chiaramente le competenze. Già ieri invece era stata annunciata la "tolleranza zero" nei confronti delle famiglie che avevano occupato abusivamente la villa per impedire l'assegnazione ai rom.

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Una decisione frutto, come ribadito più volte da Mattina e Orlando, di dialogo con i residenti (presenti all'incontro con la stampa ndr). "Abbiamo fatto un percorso importante - ribadisce Mattina più volte - Superate le incomprensioni iniziali si è trovato un accordo ed è un modello di come vogliamo gestire i rapporti con i territori. Siamo passati dal 'buffone' urlato contro di me al 'grazie per esserci incontrati'. E questo è frutto dell'impegno di tutti, dei rappresentanti del quartiere e dei consiglieri comunali di tutti gli schieramenti".

"L'accordo raggiunto con i residenti - ha sottolineato il sindaco Leoluca Orlando - è la dimostrazione della forza dell'accoglienza dei palermitani, della capacità di rispettare le persone: i momenti di difficoltà delle scorse settimane ci hanno confermato che siamo una città accogliente e che non ci sono periferie. Conosco l'animo dei palermitani e da un'occasione negativa siamo arrivati ad una soluzione positiva, quando si comincia a rispettare il diverso ecco che questo è il modo migliore per tutelare i propri diritti. Nessuno pensi che eliminiamo un campo rom per spostarlo da un'altra parte. L'accoglienza funziona se condivisa. E' una buona pratica che potrebbe essere replicata".

"E' anche ora - ha aggiunto Orlando senza mezzi termini - di riportare la legalità nei beni confiscati. E' bene che chi ha ordinato di occupare in via Felice Emma adesso ordini di uscire, perché comunque deve cercarsi un avvocato".

Resta infatti il problema della dismissione del campo nomadi e della sistemazione delle famiglie. Alcune di questesono inserite nella lista dell'emergenza abitativa. L'amministrazione punta a soluzioni "personalizzate". Alla valutazione caso per caso. Tra i rom, per esempio, c'è anche chi ha manifestato la volontà di lasciare Palermo. Percorsi partecipati e soluzioni condivise da adottare prerò entro fine anno, termine ultimo per la dismissione delle baracche (alcune già buttate giù ndr.).

Le reazioni

Giusto Catania (Sinistra Comune) - "Il dialogo tra cittadini e amministrazione comunale ha determinato un risultato di grande valenza simbolica e culturale: i rom, a Palermo, vivono nei palazzi e nei condomini della nostra città. Solidarietà vuol dire cittadinanza. La convivenza tra le comunità urbane e i cittadini di etnia rom è ormai consolidata nella storia della città, che si conferma un luogo di accoglienza. Chi voleva alimentare una guerra tra poveri è stato sconfitto. La mediazione tra la necessità di dismettere il campo rom della Favorita e le esigenze dei residenti di via Felice Emma ha condotto all'accordo fra il Comune e i residenti del quartiere in zona Pagliarelli". Lo dice il capogruppo di Sinistra Comune a Sala delle Lapidi, Giusto Catania.

Igor Gelarda (Lega) - "È importante che una soluzione dignitosa per tutti sia stata raggiunta, anche col supporto della mediazione della Lega, in un modello di possibile riorganizzazione del principio di solidarietà ed accoglienza. Altrettanto importante è che questo accordo è stato fatto con i residenti e non sulla loro testa, non con una 'deportazione di massa', ma col trasferimento di un numero di nomadi che possono essere assorbiti da quel tessuto della città senza determinare scompensi". Lo ha detto l'esponente del Carroccio in Consiglio comunale Igor Gelarda.

Dario Chinnici (PD) - “La soluzione trovata è un’ottima mediazione che consente di favorire processi virtuosi di integrazione e inclusione sociale, ma anche di rispondere alle legittime istanze dei residenti. Saremo vigili perché il processo proceda come concordato”. Lo sostiene il capogruppo Pd Dario Chinnici.

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