"Si crei un albo", sit in degli autisti Ncc davanti alla Prefettura

A protestare sono gli autisti delle auto a noleggio con conducente. Con loro le associazioni di categoria Confartigianato e Cna: "La legge contiene norme eccessivamente restrittive"

Ha coinvolto anche Palermo la protesta degli autisti Ncc (noleggio con conducente). I manifestanti hanno dato vita a un sit in davanti alla Prefettura. Le associazioni di categoria Confartigianato e Cna sono al fianco degli autisti che chiedono maggiori tutele professionali, una proroga che consenta di continuare a svolgere il servizio e una rimodulazione della legge. In questi giorni la protesta sta toccando tutti i comuni del Paese e oggi è stata la volta della Sicilia. Il 29 novembre scorso è andata in scena a Roma, una partecipata manifestazione nazionale con oltre 8.000 manifestanti.

“La legge – spiega Vincenzo Insalaco, referente del settore autotrasporto per Confartigianato Sicilia, al fianco degli Ncc col collega della Cna regionale Giovanni Brancati – contiene norme eccessivamente restrittive per la categoria. In particolar modo, la territorialità della licenza: l'autista con licenza Ncc non può effettuare servizio in una città diversa da quella in cui è stata rilasciata la licenza, oppure l'obbligo del rientro in rimessa alla fine di ogni corsa”.

Al centro del dibattito quindi proprio la problematica della mancata sospensiva dell’articolo 29 c.1-quater Dl 2017/2008. Le associazioni di categoria chiedono che venga rivista per intero la legge e che si crei una piattaforma comune e soprattutto un albo. “Ad oggi – spiegano – le licenze vengono rilasciate dai Comuni ma non c’è nessun albo che regolamenti il settore consentendo così anche un censimento degli stessi autisti”.

Sarebbe quindi auspicabile aprire un tavolo tecnico per poter rifare una legge moderna ed efficiente che tuteli i noleggiatori. “Sensibilizzeremo sempre di più le prefetture affinché prendano in considerazione le esigenze degli Ncc – concludono le associazioni –. Il 29/1 quater è fortemente restrittivo e costringe gli autisti a percorrere migliaia di chilometri inutili, con un danno anche sul fronte  dell’inquinamento ambientale”. 

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