Veterinario aggredito inneggia all'eutanasia per i cani, l'Ordine: "Interverremo"

Il partito animalista europeo: "Il medico ha pubblicato su Facebook un post contro i randagi, promettendo una reazione che rimarrà impressa". Il caso è stato denunciato anche all'Ordine professionale che ha avviato l'iter per un'eventuale sanzione disciplinare

Il post incriminato

Viene aggredito da un cane randagio mentre approfitta di qualche ora libera per fare una corsa nei pressi del parco della Favorita e, una volta a casa, sfoga tutta la propria rabbia su Facebook inneggiando all'eutanasia e facendo intendere di volersi "vendicare". Protagonista della vicenda non è però un comune cittadino, magari con poco amore per gli animali, ma un veterinario.

L.Z., queste le iniziali del medico, è un veterinario libero professionista regolarmente iscritto all'ordine di Palermo dal marzo del 2003, ma laureato a Messina. Il suo sfogo non passa inosservato. Al contrario, viene segnalato dal partito animalista europeo. E l'ordine professionale, chiamato in causa, avvia un'azione disciplinare.

Sul profilo Facebook del veterinario - secondo quanto segnalato - compare una fotografia che testimonia quanto accaduto. E, a corredo, ecco un post dai toni non proprio pacati. Il messaggio viene poi rimosso, ma è tardi. "Prego  - scrive il veterinario secondo quanto denunciato dal partito animalista - che accada lo stesso alla polizia municipale ed agli animalisti. Cane stupido e coglione, ho solo una opzione per questi cani... cattura ed eutanasia.....la mia reazione gli rimarrà impressa per alcune settimane....tornerò a fare una corsetta in quella zona per vedere se la lezione è servita " . (Leggi screenshot allegati)

"Un comportamento assurdo, vergognoso e inaccettabile per un medico veterinario - commenta Enrico Rizzi, capo della segreteria nazionale del partito -. Seppur colpito personalmente da uno spiacevole episodio, non si è attenuto ai specifici doveri di azione secondo scienza, coscienza e professionalità, di lealtà e correttezza e di tutela del benessere animale oltre al fatto che pubblicizzare a mezzo social network la condotta violenta perpetrata su di un randagio appare in evidente contrasto con lo stesso dovere di riservatezza, così come impone il codice deontologico degli stessi medici".

"Infanga l'immagine di tutti i veterinari che lavorano per garantire il benessere e la dignità degli animali. Stiamo anche valutando - aggiunge - una denuncia perché appare comunque del tutto evidente che la condotta violenta che lo stesso medico attribuisce a sé stesso si pone anche in contrasto con la legge, in quanto l’art. 544-ter del codice penale sanziona, infatti, l’inflizione di violenze che vadano oltre la necessità del momento, e tale appare la condotta spavalda e punitiva del veterinario"

Da qui la segnalazione all'Ordine dei medici veterinari per chiedere l'immediato avvio di un provvedimento disciplinare". Se confermata, la condotta del medico violerebbe l'articolo uno del codice deontologico secondo il quale il medico veterinario è tenuto "alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti".

"Abbiamo immediatamente attivato - spiega Paolo Giambruno, presidente dell'Ordine dei veterinari di Palermo - la procedura per la valutazione del caso. La settimana prossima avrò un'audizione con il medico. La prassi prevede che in questa sede non sia mossa una contestazione formale, ma si illustri la questione che è stata posta all'attenzione dell'Ordine. Lo stesso giorno riferirò in Consiglio. Sarà poi proprio il consiglio a stabilire se archiviare il caso o se procedere. Se si deciderà di procedere - aggiunge Giambruno  -  allora il medico verrà riconvocato, si formulerà la contestazione e avrà del tempo per presentare una difesa. I tempi sono abbastanza brevi, è giusto dare una risposta con una certa rapidità".

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