Almaviva, nuovo incontro a Roma: si apre spiraglio ma i lavoratori restano a rischio

E' stata l'ennesima tappa interlocutoria l'incontro di oggi al ministero del Lavoro. Anche se l'azienda ha assicurato "l'assoluta disponibilità a riportare in Italia le attività delocalizzate per riassorbire gli esuberi", manca però ancora l'appoggio dei principali committenti

Lavoratori in protesta davanti alla sede di Almaviva

Passa dall'adeguamento delle tariffe e dal rientro delle commesse svolte fuori dal territorio nazionale l'assorbimento degli esuberi di personale della sede palermitana di Almaviva. Sono questi i nodi, ancora irrisolti, della vertenza. E' stata l'ennesima tappa interlocutoria l'incontro di oggi al ministero del Lavoro alla presenza dei sottosegretari Stanislao Di Piazza (ministero del Lavoro) e Alessandra Todde (Mise) e dell'assessore comunale al Lavoro Giovanna Marano. Ancora assente la Regione Siciliana.

I sindacati hanno chiesto il rispetto dell'accordo quadro siglato a febbraio. "Dal tavolo odierno - dicono le Rsu Almaviva e le segreterie territoriali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc - si attendeva una risposta sull’intervento svolto dal governo sui committenti per favorire il rientro dei volumi e l’adeguamento delle tariffe alle tabelle ministeriali. L’azienda ha rappresentato il quadro attuale, partendo dalla verifica effettuata coi principali committenti venerdì scorso: da questi incontri la posizione risulta essere ancora distante dal risolvere le problematiche relative al reshoring e all'adeguamento delle tariffe".

"Non è tollerabile che i parametri individuati da anni - regole certe su tariffe, delocalizzazione e rispetto dei contratti - alla risoluzione della crisi del settore risultino ancora latitanti; occorre un intervento drastico a protezione di un patrimonio sancito dalla Costituzione: il lavoro. I sindacati, unitamente all'azienda, ritengono che l'incontro di oggi pur essendo interlocutorio, deve rappresentare un tassello fondamentale nel recupero della sostenibilità del sito di Palermo. Pertanto si rende necessario in maniera perentoria ed inderogabile non più differibile continuare a pressare i committenti e tenerli nel percorso ministeriale avviato".

Il Governo ha raccolto l’invito ad intervenire con risultati più incisivi sulle committenze; mentre l'azienda ha assicurato "la piena volontà di contribuire a soluzioni che assicurino reale sostenibilità economico-produttiva ed effettiva stabilità occupazionale per il call center di Palermo, colpito dal taglio radicale dei volumi di attività affidate dalla committenza. Considerato che, nel tempo, l’azienda ha messo in campo e ad oggi esaurito ogni leva o strumento possibile a propria autonoma disposizione, la definizione delle soluzioni impone il concorso necessario e urgente dei principali committenti". 

Il tavolo al ministero del Lavoro dovrebbe essere riconvocato già la prossima settimana. Almaviva Contact ha ribadito "la assoluta disponibilità a riportare in Italia le specifiche attività attualmente svolte fuori dal territorio nazionale al fine di riassorbire gli esuberi di personale della sede di Palermo, purché a queste venga riconosciuta la corretta remunerazione a garanzia dell’equilibrio economico, nel rispetto del costo del lavoro stabilito dal ministero competente. Fermare o indebolire oggi la costruzione di una soluzione chiara e duratura, anche a fronte del costante impegno istituzionale sulla vicenda,  si tradurrebbe in una grave sconfitta per le persone che vi lavorano, per il tessuto sociale e produttivo, per l’azienda stessa, dopo 20 anni di presenza, investimenti e radicamento sul territorio palermitano".

"Esuberi e marginalità economica del centro - ha detto Giuseppe Tumminia (Uilcom) - sono le due equazioni da risolvere nel negoziato tra committenti ed Almaviva. Il governo, che ha dimostrato grande impegno, trovi la mediazione in grado di salvaguardare l'equilibrio sociale ed occupazionale in attesa di soluzioni strutturali. Per una volta si parta dal Sud per riordinare il settore delle telecomunicazioni".

"Il tavolo stamattina al Ministero del Lavoro non ha ancora prodotto una soluzione necessaria a salvaguardare i livelli occupazionali ed i futuro di Almaviva a Palermo. E' comunque importante che tutte le parti continuino un lavoro comune. Auspichiamo che il Governo Nazionale possa entro Natale portare al tavolo un intervento strutturale, efficace al rientro in italia di significative commesse, per assicurare un futuro con meno ansie e preoccupazioni per le 2500 famiglie che ad oggi restano preoccupate in attesa". Lo dichiarano il sindaco, Leoluca Orlando, e l'assessora al Lavoro, Giovanna Marano, presente oggi al tavolo al Ministero.

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