Si frattura un braccio per un marciapiede rotto all'Uditore: "Il Comune mi paghi i danni"

Una donna di 71 anni è pronta a denunciare l'amministrazione dopo essere inciampata in via Suor Maria Dolores Di Majo: "Nella strada non funzionava neppure l'illuminazione pubblica". Dopo la caduta avvenuta la sera del primo febbraio ha riportato una grave lesione all'omero

Il luogo dell'incidente

Tre sarebbero i responsabili della brutta frattura al braccio di G. N., 71 anni: la mancanza di illuminazione pubblica, il marciapiede dissestato e il Comune che non avrebbe provveduto alla manutenzione né dell’una né dell’altro. E’ per questo che la donna, alla quale è stata applicata una protesi dopo una caduta avvenuta il primo febbraio, in via Suor Maria Dolores Di Majo, all’Uditore, è decisa a presentare una denuncia in Procura e a chiedere i danni proprio al Comune.

Secondo il consulente della malcapitata, Alessio Tarantino della società specializzata in questo tipo di risarcimento “Studio 3A-Valore”, nonostante i tentativi, diverse stazioni dei carabinieri e commissariati della polizia si sarebbero rifiutati di ricevere la querela. E anche questo sarà posto al vaglio dei magistrati.

G. N. non è purtroppo né la prima né l’ultima vittima di buche e marciapiedi sconnessi che, associati al buio che la sera cala in alcune strade della città, diventano delle trappole. Il primo febbraio, intorno alle 18, la signora stava semplicemente tornando a casa ed è inciampata, finendo a terra. Sarebbe stata subito soccorsa da alcuni passanti e trasportata poi a Villa Sofia, dove i medici le avrebbero diagnosticato diversi traumi alle ginocchia e ad una spalla, nonché la frattura scomposta dell’omero sinistro. Si sarebbe reso dunque necessario subito un intervento di riduzione, con l’applicazione di una protesi al braccio. La donna è rimasta ricoverata per una settimana e poi ha dovuto fare i conti con il gesso, le visite di controllo, gli antidolorifici, la fisioterapia. Ad oggi non avrebbe ancora recuperato pienamente l’uso del braccio.

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Proprio per ciò che ha patito, G. N. vuole chiedere un risarcimento. Il suo consulente ha già inviato al Comune la richiesta delle coperture assicurative e dei danni, sperando che l’amministrazione fornirà una risposta celere e che la vicenda possa chiudersi senza intentare lunghe e costose cause. E a Palazzo delle Aquile di casi come quelli della donna ce ne sono parecchi: l’anno scorso ammontavano a circa un migliaio, infatti, i contenzioni civili per questo tipo di incidenti. 

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