Tunisini al porto, ”Violata libertà” La Procura apre un’inchiesta

Presentato un esposto da parte di alcune associazioni: "Gli immigrati sono trattenuti a bordo delle navi, alcuni dei quali ammanettati con fascette di plastica, senza nessun provvedimento che ne giustifichi il trattamento"

Tunisini in attesa di essere rimpatriati

Presentato oggi alla Procura un esposto da parte di alcune associazioni, organizzazioni anti-razziste e cittadini, per denunciare - e chiedere alla magistratura di verificarne la regolarità - il trattenimento degli immigrati tunisini da Lampedusa a bordo delle navi Moby Vincent e Audacia, ormeggiate da giorni nel porto di Palermo e Moby Fantasy ora ancorata a Cagliari. Dopo l'esposto la Procura di ha aperto un fascicolo di ''atti relativi'' a carico di ignoti. I pm devono verificare, prima di aprire una formale inchiesta, se possono evidenziarsi nella vicenda estremi di reato. Gli accertamenti sono coordinati dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci.

Nel documento - sottoscritto, tra gli altri, dalla presidente dell'Arci Sicilia, Anna Bucca, Pietro Milazzo della Cgil Sicilia, una rappresentante della rete “Borderline (Judith)”, Fulvio Vassallo paleologo del Forum antirazzista - si chiede di verificare la regolarità del procedimento di allontanamento forzato e la legittimità del trattenimento sulle navi prigione ancorate al porto e se siano ravvisabili, dunque ipotesi di reato, quali “limitazioni della libertà personale”, “violenza privata”, “illecita detenzione di minori”.

“I cittadini stranieri trattenuti a bordo delle navi - si legge nell'esposto - alcuni dei quali ammanettati con fascette di plastica, si trovano in condizione di estrema limitazione della liberta personale essendogli inibita qualsiasi possibilità di movimento, anche all'interno delle navi, risultando privati della possibilità di comunicare con l'esterno, ed essendo a tal fine, sottoposti a continua sorveglianza, senza che nei loro confronti, per quanto risulta, siano stati emessi e notificati provvedimenti individuali limitativi della libertà personale e senza che i provvedimenti stessi siano stati sottoposti al vaglio giurisdizionale, garanzie previste in primo luogo dalla Costituzione, dalla normativa europea e internazionale e dal diritto interno”.
 

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