Falsi invalidi, Caf e medici: un marito tradito fa saltare la "truffa perfetta" all'Inps

Dopo la separazione dalla moglie avrebbe deciso di andare in commissariato rivelando che la donna non era cieca e non aveva difficoltà motorie pur percependo una pensione d'invalidità. Nell'operazione della Finanza sono state arrestate due persone, decine gli indagati

E' stato un marito tradito e abbandonato dalla moglie a far saltare il banco e a far venire a galla la truffa sulle pensioni d'invalidità che oggi ha portato all'arresto di due persone da parte della guardia di finanza. E' lui - come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Piergiorgio Morosini - che dopo la separazione dalla moglie, ha deciso di andare in commissariato a Partinico rivelando che la moglie non era cieca e non aveva difficoltà motorie pur percependo una pensione d'invalidità e l'accompagnamento senza averne diritto.

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Ed è proprio in quella circostanza che l'uomo ha consegnato agli investigatori tutti i documenti necessari, compreso il certificato del medico trasmesso all'Inps dove venivano elencate sindromi, insufficienza venose e problemi alla vista inesistenti. La guardia di finanza ha sequestrato la pratica che era stata istruita e trasmessa all'Inps da, Filippo Accardo, che gestisce due Caf ed è finito ai domiciliari. Il marito tradito avrebbe raccontato agli investigatori le tappe della truffa: cioè di aver consegnato ad Accardo circa 12 mila euro dopo che la pratica della moglie era stata accolta.

Anche il secondo arrestato (finito in carcere), Antonino Randazzo - che secondo l''accusa aveva fatto da tramite con Accardo - dopo l'accoglimento dell'istanza si sarebbe presentato dai due coniugi per chiedere il voto visto che si candidava a consigliere comunale a Terrasini nelle elezioni del 2016. Era Randazzo ad attivare, una volta individuato il cliente, la rete di medici compiacenti: “Io posso avere sette o otto medici di fiducia... quando tu vuoi soldi, basta farmi uno squillo... poi quando sarà per la prossima visita, beh, prendiamo magari 500 euro in modo tale che io compensi le visite, va bene?”. 

L'inchiesta dei finanzieri denominata "Igiea" (dea greca della salute che veniva invocata nell’antichità per la guarigione ndr) del Nucleo di polizia economica-finanziaria si è presto allargata. Sotto inchiesta della Procura sono finiti medici, pazienti e dipendenti pubblici. Che avrebbero partecipato con ruoli diversi alle truffe ai danni dell'Inps. Così come risultano indagate diverse persone che avrebbero percepito pensioni che gli non gli sarebbero spettate: tutte erano in possesso di certificati considerati falsi e rilasciati dai medici, alcuni di famiglia e altri specialisti. Randazzo - si legge nell'ordinanza - veniva contattato con il passaparola da parenti, amici e conoscenti. Si era sparsa la voce sulle sue capacità di sistemare le pratiche. “Ormai ti conoscono tutti in paese... questo è quello che fa prendere...”, si diceva di lui. Così Randazzo istruiva i parenti di un paziente: “Allora ascoltami, non ci fa niente, deve arrivare un medico per la visita, tranquilla è cosa nostra come dicevano gli antichi”. Si vantava di avere le mani “insirragghiati da tutte le parti”.

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