“Dammi 300 euro o ti stacco la luce”, preso finto tecnico Enel che truffava le anziane

In manette è finito un ventiquattrenne. Almeno 33 gli episodi di cui è ritenuto responsabile. E' accusato anche di due furti in casa, circa 2.700 euro il bottino. Le indagini dei carabinieri e della polizia lo hanno incastrato

Il truffatore seriale in azione

Si spacciava per un tecnico dell'Enel per truffare donne anziane, tra i 75 e i 94 anni, convincendole a consegnargli dai 300 ai 500 euro. Sono almeno 33 gli episodi di cui Cristiano Pompei, 24enne brindisino residente a Bonagia, dovrà rispondere. Nel dettaglio sono 31 le truffe di cui è accusato e due i furti in casa. Il giovane è finito ai domiciliari grazie ad un'operazione che ha visto in campo i carbinieri della stazione Crispi e i poliziotti del commissariato San Lorenzo. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, Sala, su richiesta dei pubblici ministeri Perricone e Brandini.

Polizia e carabinieri hanno iniziato a lavorare separatamente alle indagini ma poi hanno scoperto che stavano cercando la stessa persona. Così hanno unito le forze per identificare il truffatore. Le indagini dei carabinieri sono riuscite a risalire al malvivente tramite una telefonata ricevuta da una delle vittime mentre i poliziotti, che avevano ricevuto diverse denunce, hanno fatto vedere alle vittime i fascicoli fotografici. Lavorando gomito a gomito le forze dell'ordine hanno poi scoperto che Pompei avrebbe iniziato a colpire le sue vittime, quando erano in casa da sole, nell’agosto 2018 andando avanti fino a marzo 2019. Fingeva di dover riscuotere dei soldi per la regolarizzazione della fornitura di energia elettrica e così si impossessava, ogni volta, di almeno 300 euro. La stessa dinamica sarebbe stata replicata nel corso di tutte le truffe. 

"Nel corso di due irruzioni in casa, propedeutiche alla solita truffa - ricostruiscono gli investigatori - il malvivente approfittando di momenti di distrazione delle vittime ha rubato cifre ingenti, circa 2.700 euro". Attraverso accertamenti di natura investigativa e sfruttando le banche dati della polizia, tra cui il Sistema sotto anagrafico del Ministero dell’Interno che continiene le riproduzioni fotosegnaletiche di pregiudicati in ambito nazionale, gli investigatori del commissariato San Lorenzo, sono riusciti a risalire all’identità di Pompei. Contemporaneamente i militari sono arrivati all’identificazione del presunto truffatore attraverso un numero di cellulare intestato al bridisini e utilizzato per contattare una delle vittime.

Il materiale probatorio raccolto ha consentito di sviluppare due filoni di indagine paralleli nel corso dei quali, grazie all’esame delle immagini di videosorveglianza dei condomini dove Pompei ha agito, sono state ricostruite le truffe. Il lavoro sviluppato da polizia e carabinieri è finito poi in un unico procedimento penale, coordinato dall’autorità giudiziaria che ha disposto il provvedimento restrittivo eseguito oggi.   

"Alla luce dei numerosi episodi descritti, si invitano i cittadini - si legge in una nota congiunta di polizia e carabinieri - e in particolare coloro i quali vivano da soli in casa, a non consentire l’accesso alle proprie abitazioni a sconosciuti che si accreditino dipendenti di enti o società erogatrici di servizi, senza averne preventivamente verificato la legittimità. In tal caso e in altre situazioni sospette, si suggerisce di informare tempestivamente le forze dell’ordine attraverso le linee di emergenza 113 o 112".

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