Trattativa Stato-mafia: "Possibile movente dell'accelerazione dell'omicidio di Borsellino"

A sostenerlo è la figlia del giudice, Fiammetta Borsellino, nel corso di un'intervista rilasciata al Fatto quotidiano: "Non sono solo io a pensarlo. C'è un intero capitolo del processo Borsellino quater dedicato alla Trattativa"

Fiammetta Borsellino

"Trattativa Stato-mafia possibile movente dell'accelerazione dell'omicidio di papà". A dichiararlo è la figlia del giudice Paolo Borsellino, Fiammetta in un'intervista al Fatto quotidiano rlasciata dopo la sentenza di Palermo. "Una sentenza importante - afferma Fiammetta - che attesta il coinvolgimento a un altissimo livello di soggetti dello Stato con comportamenti che hanno esposto mio padre davanti alla mafia quale bersaglio da eliminare". La figlia del giudice assassinato ne è convinta: "C'è un intero capitolo del processo Borsellino quater dedicato alla Trattativa come possibile movente dell'accelerazione dell'uccisione di papà. Non sono solo io a pensarlo".

La strage di via D'Amelio, avvenuta il 19 luglio 1992, potrebbe dunque essere collegata alla trattativa avviata dal Ros dei carabinieri: "Totò Riina - spiega Fiammetta - era determinato a uccidere mio padre, ma penso che l'accelerazione sia stata utile anche per altri apparati non appartenenti a Cosa Nostra che avevano interesse a eliminarlo. Il depistaggio, che è ormai acclarato, delle indagini sulla strage di via D'Amelio, potrebbe essere letto come la continuazione di un modo di operare che si intravede già nella Trattativa. E poi - conclude - rimane il grande dubbio sulla sparizione dell'agenda rossa. Non dimentichiamo che a prendere la borsa di mio padre, il 19 luglio in via D'Amelio, sono state sempre persone appartenenti ai carabinieri". 

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