Castello dell'Uscibene, Spallitta: "Vincolo di inedificabilità assoluta"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

E' pienamente vigente il vincolo di inedificabilità nell'area del Castello dell'Uscibene. Si tinge di ulteriori elementi paradossali - spiega il consigliere comunale Nadia Spallitta (Mov 139) - la vicenda relativa alla realizzazione delle opere connesse alla "linea 3" del sistema tranviario palermitano, come la sottostazione elettrica e il pilone del sovrappasso pedonale della suddetta linea, su aree sottoposte a vincolo archeologico di inedificabilità assoluta. In primo luogo non era possibile dare alcuna autorizzazione o nulla osta della Soprintendenza in relazione ad aree che, ai sensi della legge 1089/39, erano stato dichiarate di rilevante interesse storico-artistico (con decreto 2160 del 1991) e per le quali era stato imposto un divieto assoluto di edificazione. Atti che, invece, sono stati rilasciati.

A seguito di un esposto presentato da alcune associazioni e ad una mia interrogazione, la Soprintendenza aveva ritenuto idoneo adottare un nuovo decreto con il quale, a posteriori, eliminare di fatto il vincolo prescritto per le particelle interessate dagli interventi edilizi con una procedura oggettivamente irrituale e atipica. Orbene il decreto di eliminazione del vincolo, per le parti interessate dal progetto del tram (decreto 3604 del 18 dicembre 2014) è nullo ex lege. Infatti, lo stesso decreto, ai sensi dell'articolo 68 della legge regionale 21/2014, doveva essere pubblicato sul sito istituzione della Regione Siciliana, a pena di nullità, entro il termine perentorio di 48 ore. Ma di tale pubblicazione, entro i termini di legge, non vi è alcuna traccia.

Le opere edilizie realizzate in contrasto con il vincolo monumentale e archeologico di inedificabilità assoluta, alla luce della nullità del decreto regionale che tale vincolo intendeva rimuovere, non sono state in alcun modo regolarizzate e deve ritenersi, dunque, che sussista l'obbligo delle amministrazioni pubbliche competenti di adottare tutti i provvedimenti, anche di carattere sanzionatorio, per la realizzazione di interventi in violazione di vincoli.

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