Tragedia alla Targa Florio, restano gravi le condizioni di Gemma

La "navigatrice" di 27 anni, figlia del pilota morto nell'incidente, ha riportato un trauma toracico e fratture multiple. E' ricoverata nel reparto della Seconda Rianimazione dell'ospedale​ Civico, la prognosi resta riservata

E' ancora in coma Gemma Amendolia, la giovane pilota messinese di 27 anni, rimasta ferita nel tragico incidente di ieri, nel corso della Targa Florio. La ragazza è ricoverata nel reparto della Seconda Rianimazione dell’ospedale​ Civico. La giovane ha riportato, come recita il bollettino medico, un politrauma con edema cerebrale, trauma toracico, fratture multiple e lesione epatica. Al momento è in stato di coma ed è sottoposta a continuo monitoraggio dei parametri vitali. La prognosi resta riservata.

VIDEO - LE IMMAGINI DAL LUOGO DELL'INCIDENTE

"Gemma Amendolia è sempre stata vigile e cosciente - ha detto qualche ora dopo l'incidente il medico di gara Davide Di Fabrizio - ed è stata trasportata inizialmente all’ospedale di Petralia Sottana, dove è stata sottoposta a una Tac che ha escluso emorragie celebrali. C’era uno stato commotivo per cui poi si è preferito trasferirla presso la rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo, mettendola in coma farmacologico per ulteriore protezione”.

TRAGEDIA ALLA TARGA FLORIO: I RETROSCENA

L'incidente di ieri, avvenuto intorno a mezzogiorno, è costato la vita al padre, il pilota Mauro Amendolia di 54 anni e al commissario di gara Giuseppe Laganà di 56 anni. Intanto la Targa Florio non si è completamente fermata. Oggi è infatti regolarmente partita la seconda tappa della Targa Florio classica: un percorso di 305 chilometri con partenza e arrivo a Palermo che si snoda lungo il vecchio circuito delle Madonie. Dopo il primo giorno, Massimo Zanasi e Barbara Bertini sono al comando della classifica assoluta con la Volvo P1800 Jensen 1961.

“I sanitari hanno agito con solerzia", ha chiarito il medico di gara. Sull'episodio è stata avviata un'inchiesta. Al momento il fascicolo è stato aperto contro ignoti. Dopo aver ascoltato i responsabili della gara, i tecnici e i testimoni, gli inquirenti cercheranno di capire se l’episodio sia legato a un guasto della vettura o al presunto malore di Mauro Amendolia. Anche per questa ragione è stata disposta l’autopsia sul corpo del pilota e del commissario di gara, così come una perizia tecnica sulla vettura per rispondere ad alcune domande. Bisognerà chiarire come mai la cellula di sicurezza dell’auto non abbia retto all'urto proteggendo i due sportivi dall’impatto.

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