Traffico di rifiuti speciali, controlli in tutta Italia: nove arresti a Palermo

Gli inquirenti hanno accertato "la gestione illecita di rifiuti in territorio ove all'epoca dei fatti vigeva lo stato di emergenza e la ricettazione". Le misure cautelari sono state eseguite dalla Polfer. Indagini anche in Campania e Lombardia

foto archivio

Un traffico di rame e rifiuti è stato smantellato dalla polizia, nel corso di un'operazione condotta anche a Palermo. Nel capoluogo siciliano sono stati eseguiti nove arresti e un sequestro preventivo (LEGGI I NOMI). Le misure cautelari sono state eseguite dal personale del compartimento di polizia ferroviaria per la Sicilia e il corpo di polizia provinciale di Palermo, in collaborazione con i compartimenti di polizia ferroviaria per la Campania e la Lombardia.

Le indagini, condotte dai sostituti Calogero Ferrara e Claudia Bevilacqua, sono state coordinate dal procuratore aggiunto  Salvatore De Luca. Gli inquirenti hanno accertato "una serie di condotte illecite, finalizzate al traffico illecito di rifiuti speciali". Sarebbe emersa anche la presenza di rifiuti radioattivi. E' stata inoltre evidenziata "la gestione illecita di rifiuti in territorio ove all'epoca dei fatti vigeva lo stato di emergenza (art. 6 comma 1 lett. “b” L. 2010/2008) e la ricettazione (art. 648 c.p.)".

L’indagine è partita da un controllo eseguito nel 2010 su una società, finalizzato alla repressione dei furti di rame. "L’esito delle verifiche - spiegano gli inquirenti - aveva messo in luce, già in quella prima fase, una palese inottemperanza delle autorizzazioni, poi reiterata nel 2012, come verificato da un secondo accertamento. Attraverso l’elusione dei controlli sulla tracciabilità dei rifiuti provenienti dai micro raccoglitori, con la complicità dei dipendenti e con l’appoggio di società di comodo, si movimentava, regolarmente, un quantitativo enorme di rifiuti. Si è poi costituito un semplice ma efficace artificio  volto a celare una gestione illecita di rifiuti acquistati e rivenduti, dando luogo così a un vero e proprio traffico illecito di rifiuti".

In questo modo diventava non tracciabile il circuito produttore-detentore e trasportatore dei rifiuti. Il profitto illecito ottenuto è stimato tra 1,5 e 2 milioni di euro.

"Tra i primi riscontri alle ipotesi - spiegano gli investigatori- c'è il sequestro di una tonnellata di rame avvenuto al termine del 2011. Sono poi stati provati una serie di conferimenti di carichi di rame, ottone e alluminio presso due ditte campane.
 

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