Cocaina a fiumi dal Belgio fino a Palermo, spunta un ex capomafia

Un sottufficiale rivela il coinvolgimento dell’ex boss agrigentino Giuseppe Quaranta: "Lo tenevamo d'occhio durante una trasferta in Calabria". Asse con Favara, la droga veniva nascosta all’interno di pacchi spediti con destinatario e mittente fasulli

Il carico di droga sequestrato

Un traffico di cocaina sull’asse Belgio-Favara passando per Palermo. Il maresciallo Emanuele Trifoglio, in servizio alla squadra catturandi dei carabinieri di Messina, rivela il coinvolgimento dell’ex capomafia agrigentino Giuseppe Quaranta, dal gennaio dell’anno scorso collaboratore di giustizia, nel giro di droga che sarebbe stato sgominato dall’inchiesta “Up and down” che ipotizza il traffico di cocaina. "I colleghi di Agrigento ci avevano chiesto di pedinare Giuseppe Quaranta e di osservare i suoi spostamenti, lo abbiamo visto prendere il traghetto e andare in auto verso Rosarno - ha rivelato Trifoglio -. In auto, con lui, c’erano tre persone”. 

Non solo coca. Secondo l’accusa l’hashish veniva acquistato a Palermo, mentre la cocaina, una volta al mese, direttamente in Belgio, nascosta all’interno di pacchi spediti, ovviamente con destinatario e mittente fasulli, tramite le diverse società di trasporti e traslochi che regolarmente compiono viaggi da e per il Belgio a favore soprattutto dei molti emigrati favaresi. E' stato proprio il percorso che seguiva lo stupefacente verso il basso dal nord Europa all’Italia a dare il nome all’indagine “Up & Down”. Giunti a destinazione i pacchi venivano - ricostruisce l'accusa - ritirati direttamente al deposito degli spedizionieri, che fungevano, del tutto ignari, da corrieri.

Ieri mattina, davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Alfonso Malato, sono stati ascoltati alcuni carabinieri che hanno tenuto d’occhio Quaranta che, come accertato anche dall’inchiesta “Proelio”, sarebbe andato spesso in Calabria, dove avrebbe avuto legami con esponenti della ‘Ndrangheta, per rifornirsi di droga.

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Non emergono, comunque, legami diretti fra gli imputati e l’attuale collaboratore di giustizia, che all’epoca era stato appena “posato” dal capo del mandamento Francesco Fragapane per un contrasto sui soldi di un’estorsione da spartire. Gli imputati sono: Carmelo Fallea, 42 anni, di Favara; Rania El Moussaid, 32 anni, originaria del Marocco e residente ad Agrigento; Gaspare Indelicato, 35 anni, di Favara; Calogero Presti, 44 anni, di Favara e Carmelo Vaccaro, 40 anni, anch’egli di Favara. Le accuse contestate, a vario titolo, sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. 

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