Garanzia giovani, Cgil denuncia: "Il compenso dei tirocini cala a 300 euro”

Le novità non finiscono qui: aumentano i fondi stanziati per il piano in Sicilia, ammessi partecipanti fino a 35 anni. Il sindacato: "Regione ripristini la somma iniziale oppure le aziende ospitanti contribuiscano con una quota a loro carico"

Aumentano i fondi stanziati ma cala a 300 euro il compenso per i tirocinanti di Garanzia Giovani, il piano di occupazione della Regione per favorire l’impiego dei disoccupati siciliani. A lanciare l'allarme sono Cgil Palermo e Nidil Cgil che chiedono alle aziende ospitanti di contribuire con una quota: "Se Garanzia Giovani - commentano il segretario Cgil Palermo Alessia Gatto e il segretario generale Nidil Cgil Palermo Andrea Gattuso - deve essere un'occasione per ridare speranza e rimettere in moto i Neet, non si può trasformare in un regalo alle imprese e in un peggioramento delle condizioni retributive dei giovani”. 

Complessivamente la somma stanziata per il biennio 2019/2020 di Garanzia Giovani è di 205 milioni di euro, di cui 58 milioni per circa 30 mila tirocini nelle aziende: “Un fatto positivo. Quello negativo è che la paga per i tirocini scende da 500 a 300 euro. Ancora una volta a farne le spese sono i giovani. Solo per disabili e soggetti svantaggiati la paga è rimasta rimasta invariata". 

Ma le novità non finiscono qui. I tirocini - rivela il sindacato - sono stati allargati anche a partecipanti fino ai 35 anni, mentre nel biennio appena concluso la fascia di età ammessa andava dai 18 ai 29 anni. “Nel precedente step di Garanzia Giovani erano stati coinvolti a Palermo 10.130 tirocinanti, il 21 per cento di tutti i tirocini avviati in Sicilia. Il tasso di trasformazione in posti di lavoro è stato solo del 17 per cento”, calcolano Gatto e Gattuso. 

Da qui la proposta di Nidil e Cgil, in vista della pubblicazione del bando pubblico da parte della Regione. “La richiesta immediata - aggiungono Cgil e Nidil – è che la Regione riveda la posizione e ripristini la somma iniziale, per evitare l'effetto dumping su un mercato del lavoro già precario e asfittico e il fenomeno degli stage truffa che mascherano lavoro subordinato – proseguono Alessia Gatto e Andrea Gattuso – In alternativa, chiediamo che le aziende ospitanti vengano responsabilizzate e che la Regione prevede la loro compartecipazione con una quota, in modo da innalzare l'indennità dei tirocinanti fino a 500 euro, come era in passato”.
 
Nidil e Cgil invitano la Regione ad attivare un sistema di controllo e monitoraggio dei tirocini e il coinvolgimento dei sindacati. “Non c'è stato finora mai un coinvolgimento dei sindacati, è mancata la concertazione, chiediamo l'ascolto delle parti sociali. La nostra proposta è di implementare i tirocini di qualità anche per agganciarli al conseguimento di una qualifica per i ragazzi che vi partecipano. E' necessario un sistema di controllo per verificare se si tratta di tirocini che  mascherano  lavoro subordinato. Come Nidil e come Sol siamo a disposizione per dare tutte le informazioni e il supporto alla partecipazione al programma”.

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