La testa di agnello "cunzata" tra i dieci cibi più strani del mondo

Si tratta di un piatto che fa parte della cucina povera tipicamente palermitana: è stato inserito in uno speciale elenco pubblicato dal Corriere della Sera insieme ad altre "specialità" giapponesi, messicane e cambogiane

C'è perfino il pesce a forma di pene. E poi vipere con cipolle e larve di formiche. Il Corriere della Sera pubblica l’elenco dei dieci cibi più strani (e disgustosi) serviti nei ristoranti di tutto il mondo. E tra le "pietanze" messicane, giapponesi, indiane, spunta anche Palermo, con la sua testa di agnello cunzata. Un piatto arcaico che magicamente torna di moda.

"Questo piatto - è la descrizione dettagliata - fa parte della cucina povera tipicamente palermitana, ma lo si trova anche in altre regioni centro-meridionali. Prima di cucinare la testa bisogna strofinarla con il sale per togliere residui di sporcizia. Divisa in due parti e spellata, viene poi chiusa e legata con un laccio per evitare la fuoriuscita del cervello. Si immerge in una pentola colma di acqua fredda e salata e si lascia cuocere per circa un’ora. L’occhio viene considerato la parte più buona e delicata”

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Nell’elenco pubblicato dal Corriere c'è anche la cucinata con le cipolle o fritta, specialità tipica giapponese. La zuppa di pinne di squalo, specialità cinese, gli "Escamoles", un piatto messicano considerato d’élite: larve di formiche raccolte dalle radici della pianta di agave. E poi ancora il pesce pene, gli occhi di tonno, facilmente reperibili in un qualsiasi negozio di alimentari in Cina o in Giappone, il Magaj, ovvero il cervello fritto di mucca o maiale. Infine i ragni fritti, tipici della Cambogia, il Sannakji – ovvero il polpo crudo ancora vivo, tagliati in piccoli pezzi e servito subito con sesamo e olio di sesamo. Dal Giappone alla Sardegna: il casu frazigu è il nome tipico del formaggio con i vermi. Insomma, Palermo è in ottima compagnia.

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