Forte terremoto in Sicilia? “Impossibile dire dove e quando”

Giuseppe Giunta, professore di Geologia strutturale dell'Università si esprime sulle notizie diffuse nei giorni scorsi su un ipotetico sisma nel sud Italia. "Sbagliato dare notizie di questo tipo in un momento di emergenza"

L'epicentro del terremoto che ha colpito Palermo il 13 aprile

“Non si può con certezza prevedere un terremoto e comunque è sbagliato farlo in un momento di emergenza come questo”. Non ha dubbi Giuseppe Giunta, professore di Geologia strutturale dell'Università di Palermo che si esprime sulle notizie diffuse nei giorni scorsi su un ipotetico ed eventuale terremoto catastrofico, molto più forte di quello dell'Emilia o dell'Aquila che, secondo studi di Alessandro Martelli, direttore del centro di ricerche dell'Enea di Bologna, potrebbe colpire "nei prossimi mesi o in un anno o forse due", le regioni meridionali italiane.

Un terremoto di addirittura 7,5 gradi di magnitudo che ieri ha fatto il giro del web su Facebook e Twitter. “Il metodo di ricerca – spiega Giunta - si basa su due algoritmi che individuano nell’attività tellurica i precursori di un terremoto. Ma si tratta di studi che dal probabilismo si avviano al determinismo e che non possono mai dare dati precisi sul tempo, sullo spazio e men meno che sulla magnitudo”.

Al momento l’unica soluzione vera è quella della prevenzione: “E’ necessario mobilitarsi per imparare a vivere e convivere con i terremoti – dice Giunta -. E’ necessario fare degli investimenti in particolare per mettere in sicurezza i centri storici che causa dei terremoti subiscono spesso danni irreparabili”. Infine tornando sulla possibilità di prevedere i movimenti della terra. Giunta si esprime con una similitudine particolarmente chiara: “E’ come se un medico che conosce benissimo il proprio paziente debba esprimersi su quando questi si ammalerà e di che malattia. L’uomo – dice – oggi non è assolutamente in grado di dire quando e dove si verificherà un terremoto”.

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