Terremoto a Palermo, l’esperto: “Epicentro sulla costa”

Secondo Giuseppe Giunta, professore di Geologia, "il fenomeno è in via decrescente. Nella zona faglie e fratture sismo geniche rilasciano continuamente energia. Cellulari in tilt? Nessuna attinenza con le scosse"

E’ passato poco più di un mese dall’ultima scossa di terremoto che ha fatto “saltare in aria” i palermitani. Erano le 21,34 del 25 febbraio scorso quando la terra ha tremato per qualche secondo. L'intensità allora è stata di 4.2 gradi della scala Richter, con epicentro in mare, nel Tirreno settentrionale tra Ustica e Palermo, a 43 chilometri di profondità. Da allora ad oggi diverse altre scosse di piccola o minima entità si sono succedute. Abbiamo chiesto all’esperto numi sull’eventuale connessione degli eventi.

“Quello di questa mattina è stato un terremoto dalla magnitudo leggermente superiore rispetto a quella dell’ultimo mese – ha detto Giuseppe Giunta, professore di Geologia strutturale Università degli studi di Palermo -. E’ chiaro che l’evento sismico di oggi è stato avvertito come più forte ed intenso perché di gran lunga più prossimo alla costa. In questo momento l’ipotesi è in via d’accertamento ma si pensa che addirittura l’epicentro possa essere stato sulla costa siciliana nei pressi di Isola delle femmine. Si tratta di una zona particolarmente sensibile e nel tempo interessata da questi fenomeni”.

Cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime ore?
“Fino ad ora il fenomeno è decrescente. Dunque si potrebbe ipotizzare che quella di stamattina sia stata la scossa principale e che le altre siano d’assestamento. Ma bisognerà aspettare ancora un paio di giorni per essere totalmente certi”.
Il fenomeno del blocco delle linee telefoniche e dei cellulari è riconducibile in qualche modo al terremoto?
“Assolutamente no. Ciò che avviene è un normale intasamento delle linee dovuto alle innumerevoli telefonate  che partono immediatamente dopo il sisma dirette a familiari e ad amici”.
Cosa consiglia ai nostri lettori?
“Quello di stamattina è stata una scossa di intensità mediocre tendente al basso. La gente deve abituarsi perché comunque la fascia del basso Tirreno dalle Eolie fino a ovest delle Egadi è caratterizzata da faglie e fratture sismo geniche che rilasciano continuamente questa energia”.
 

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