Termini, lavoratori Blutec in presidio: "Disposti a comprare gilet gialli per parlare con Di Maio"

Le tute blu manifestano contro il ritardo nella firma del decreto di finanziamento della cassa integrazione per il 2019, e per il mancato rispetto degli impegni per il rilancio dello stabilimento. Appello dei sindaci del comprensorio al premier Conte

Prosegue a Termini Imerese la protesta dei lavoratori della Blutec e delle aziende dell'indotto davanti ai cancelli dello stabilimento ex Fiat. Le tute blu, che nei giorni scorsi hanno anche occupato il Municipio, manifestano contro il ritardo nella firma del decreto di finanziamento della cassa integrazione per il 2019, e per il mancato rispetto degli impegni da parte di Blutec per il rilancio dello stabilimento. Il presidio è organizzato da Fim Fiom e Uilm.

"A seguito delle nostre richieste di un incontro - afferma Vincenzo Comella, segretario Uilm Palermo - il governo continua a rimanere in silenzio. Se per parlare con il ministro Luigi Di Maio c'è bisogno di 'comprare i gilet gialli', noi siamo disposti a farlo visto l’assurdo silenzio che c'è intorno alla questione".

Intanto anche i sindaci del comprensorio terminano e madonita e della città Metropolitana si mobilitano. Hanno invitato oggi una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro Luigi Di Maio sulla vertenza della Blutec "che sta attraversando - affermano - il periodo più buio da quando è iniziata 17 anni fa".

Secondo i sindaci di Termini, Lascari, Sciara, Caccamo, Aliminusa, Cerda, Cefalù, Trabia, Ventimiglia, Campofelice e della Città Metropolitana, "ciò che preoccupa, maggiormente, come rappresentanti degli Enti Locali è l’assenza di riscontro da parte del ministero del Lavoro, nonostante le ripetute sollecitazioni a cura del presidente della Regione Siciliana, del prefetto oltre che dell'amministrazione comunale di Termini Imerese. L'assenza di prospettive concrete, il rischio di perdere anche quel minimo sostentamento derivante dagli ammortizzatori sociali, in un territorio come quello Imerese, caratterizzato da un alto tasso di disoccupazione e dalle fragili  caratteristiche socio-economiche non  consente di sostenere ulteriori passi indietro". Gli amministratori tornano quindi a chiedere "una convocazione urgente e non più rinviabile".

Nel corso di una assemblea che si è svolta al Comune di Termini, è stato deciso che da mercoledì una delegazione di amministratori e lavoratori si rechi a Roma al ministero dello Sviluppo economico, anche senza una formale convocazione. "Andremo col biglietto di sola andata - afferma il sindaco di Termini Francesco Giunta - perché non intendiamo tornare fino a quando non avremo avuto rassicurazioni su un intervento chiaro del Governo nazionale sul poano di reindustrializzazione del sito di Termini Imerese, sulla volontà di Blutec di sostenerlo da sola".

Per Leoluca Orlando "è ora che alle parole seguano da parte del Governo nazionale degli interventi concreti che diano risposta ai lavoratori e alle amministrazioni locali che in modo unitario è sinergico si stanno mobilitando per una importante risorsa del nostro territorio".

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