Imprenditore ferito a Isola, preso quarantenne: “Ha sparato per gelosia”

Nell'agguato del 18 maggio Giuseppe Toia era rimasto ferito all'addome da un colpo di pistola calibro 9. Secondo i carabinieri a sparare sarebbe stato Salvatore Vetrano per motivi passionali

Salvatore Vetrano

Sarebbero passionali i motivi che hanno portato al tentato omicidio dell’imprenditore di Isola delle Femmine Giuseppe Toia, vittima la notte del 18 maggio 2012 di un agguato nel quale è rimasto ferito all’addome da un colpo di pistola calibro 9. Sulla scorta dei plurimi e importanti elementi indiziari raccolti dai carabinieri di Carini e di Isola delle Femmine, la Procura di Palermo (Procuratore Aggiunto  Maurizio Scalia e Sostituto Procuratore Calogero Ferrara) ha emesso un provvedimento di fermo del Pubblico Ministero, eseguito nella notte a carico di un uomo di 40 anni: Salvatore Vetrano.

Secondo la ricostruzione degli eventi fatta dagli investigatori, Toia ha trascorso la sera del 18 maggio in un ristorante di Palermo con una donna, che riaccompagna a casa poco dopo la mezzanotte. Quando la ragazza si è allontanata dalla vettura per rientrare in casa nel piazzale antistante, si è avvicinato al buio il sospettato. Anche lui invaghito della donna, non accetta l’incontro galante con Toia, tanto che fa fuoco con l’arma a distanza ravvicinata: un colpo che solo fortunosamente non provoca lesioni letali, penetrando nell’addome e fuoriuscendo dalla schiena senza colpire organi vitali. Subito dopo l’aggressione il malvivente fugge a bordo di un’autovettura facendo perdere le proprie tracce mentre Toia viene soccorso da Antonino Billeci - gestore del ristorante “Charmant” in transito in quella zona per caso dopo la chiusura del suo locale. La vittima viene trasportata al Cervello e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

L’ascolto dei diversi testimoni, alcuni dei quali caduti in importanti contraddizioni, la visione delle tracce registrate durante la notte dai sistemi di videosorveglianza presenti in alcuni punti del paese e le intercettazioni telefoniche e ambientali disposte dalla Procura hanno condotto a raccogliere i gravi indizi che oggi motivano il provvedimento restrittivo. Si attendono ora le decisioni del Gip e le eventuali dichiarazioni di Vetrano, mentre procedono gli accertamenti per individuare le condotte di favoreggiamento da parte dei testimoni falsi o reticenti, la presenza di eventuali complici presenti sul luogo del delitto, nonché la disponibilità dell’arma da parte del Vetrano.
 

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