"Diciamo 'No' alla morte delle fondazioni sinfoniche", protestano i lavoratori del Teatro Massimo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Manifestazione il 24 luglio alle 20 in piazza Massimo con ballo, coro, orchestra e tutte le maestranze per manifestare il dissenso di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil sul nuovo decreto legge per le fondazioni lirico sinfoniche italiane e per porre l'accento sulla produzione culturale del Teatro Massimo, sulla necessità di risorse certe per la programmazione, sulla stabilizzazione dei precari. La manifestazione è stata indetta dall'assemblea dei lavoratori.

Il nuovo decreto legge al centro della protesta, secondo i sindacati, “uccide” le fondazioni lirico sinfoniche. “Il decreto sulle fondazioni liriche impedisce la trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato. E prevede che ai concorsi debbano accedere, per la stabilizzazione, anche gli artisti precari, che vanno in scena da 15 anni, che hanno passato le audizioni per tre anni di fila, e che il concorso lo fanno ogni sera in palcoscenico – dichiara il segretario generale Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso -  Noi pensiamo invece che il precariato vada sanato. Continueremo la lotta per la stabilizzazione degli 80 precari storici del teatro Massimo di Palermo e denunciamo che il precariato si sta espandendo anche nel settore tecnico, nella sartoria, tra macchinisti, attrezzisti e tra i tecnici delle luci. Questi mestieri non si possono improvvisare, deve essere  lavoro stabile”. 

Altro tema della protesta, il contratto nazionale di lavoro del personale delle fondazioni, che non si rinnova da 15 anni. “E' incomprensibile che un settore vada avanti da 15 anni con un contratto scaduto – aggiunge Rosso -  Non capiamo perché le piante organiche delle fondazioni siano quasi dimezzate e non ci sia un  percorso di investimenti, con la previsione di piante organiche adeguate per far restare le fondazioni centri di produzione e non di distribuzione di spettacoli affittati”. 

Per quanto riguarda la produzione della fondazione Teatro Massimo, torna la richiesta di una stagione estiva di almeno tre mesi che coinvolga le maestranze in un progetto di sviluppo, sulla base di un organico consolidato. “Dobbiamo puntare al raddoppio delle produzioni – incalza Rosso – Solo  in questi modo si può dare un segno tangibile al governo e al ministero, con un riscontro di produzione costante tutto l'anno ed esigere così risorse adeguate. E' inimmaginabile  pensare che il  Massimo possa stare 3-4 mesi senza  produrre uno spettacolo. Palermo,  con il picco del 30 per cento di aumento del turismo,  pensiamo possa raddoppiare le proprie produzioni artistiche con una programmazione continua e di qualità,  al livello di una capitale europea”. 

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