Teatro Biondo, il direttore Roberto Alajmo ci ripensa: ritirate le dimissioni

A quasi un mese dall'invio della sua lettera è tornato sui suoi passi dopo aver riscontrato "un'unanimità d'intenti che lascia sperare". Gli obiettivi, come sottolineato dal Comune, sono la definizione della nuova stagione e il pareggio di bilancio per il 2016

Roberto Alajmo, direttore del Teatro Biondio,

Torna sui suoi passi il direttore del Teatro Biondo. Roberto Alajmo, accogliendo l'unanime invito della assemblea dei soci in data 24 agosto fatto proprio nella stessa data dal consiglio di amministrazione, deciso di ritirare le proprie dimissioni. "Ho ricevuto la notizia da Roberto Alajmo - ha dichiarato il Sindaco - ed esprimo soddisfazione per tale decisione, ritenendo che vi sono adesso le condizioni per proseguire e sviluppare l'ottima attività artistica degli ultimi due anni, realizzando al contempo il necessario risanamento finanziario organizzativo dell'Ente".

Al Biondo, negli ultimi mesi, sono stati vissuti momenti di tensione, con i dipendenti preoccupati per il loro futuro e senza stipendio per tre mesi. Tanto da far temere che la stagione 2015/2016 fosse a rischio. Alla base del problema, come riscontrato dalla governance del teatro, i ritardi nell’erogazione dei fondi da parte dei soci, Comune e Regione. Agli inizi d’agosto, probabilmente non come un fulmine a ciel sereno, è arrivata la lettera di dimissioni di Alajmo che il consiglio d’amministrazione del teatro ha respinto, chiedendo invece di realizzare un piano di rilancio. 

Punti che sarebbero stati discussioni fino ad oggi, quando Alajmo ha deciso di ritirare le dimissioni per scrivere una nuova pagina alla direzione del Teatro Biondo. E per scongiurare la chiusura o la paralisi della prossima stagione bisognerà far quadrare i conti, proprio come scritto nero su bianco in una lettera inviata dal Comune al Teatro. "A tal fine occorre e sono certo non mancherà - oltre quello confermato del Comune - l'impegno responsabile di tutti: dalla governance ai soci, dai lavoratori al pubblico che ha apprezzato gli ultimi cartelloni. Premesse di tale doveroso percorso - ha concluso Orlando - sono la rapida definizione e l'avvio del nuovo cartellone e, al 31 dicembre, la chiusura in pareggio del bilancio 2016".

LA LETTERA INTEGRALE DI ALAJMO AL CDA - "Caro Presidente, cari consiglieri, cari amici.  Ci sono momenti in cui bisogna riflettere sul da farsi, e altri in cui bisogna riflettere sul già fatto. Questi giorni per me sono stati difficili perché ho dovuto riflettere su entrambe le cose: il da farsi e il già fatto".

"Le mie dimissioni erano state dettate da motivazioni personali, politiche e professionali. Posso dire che grazie a voi e ai Soci su quelle politiche e professionali ho ricevuto garanzie che mi consentono di guardare fiducioso al futuro del teatro Biondo. Fra Regione, Comune, Fondazione e Consiglio d’Amministrazione ora sembra esserci un’unanimità d’intenti che lascia sperare. I lavoratori del Biondo sapranno cogliere il nuovo clima, facendo anche loro le scelte migliori per risanare il teatro, operazione ormai indifferibile, pena la soccombenza definitiva".

"Il piano di risanamento è duro, ma sebbene permangano alcune mie perplessità iniziali, spero che risulti sostenibile e consenta il funzionamento del teatro, per le sfide che ci aspettano già sul breve periodo. Non partire con la nuova stagione sarebbe un colpo ferale per il Biondo, per questo sento il dovere, pur di avviarla, di passare sopra anche alle motivazioni personali, che pure restano".

"A Voi, ai Soci, ai lavoratori, al mondo del teatro nazionale e alla città - che è stata la più solidale e comprensiva nei miei confronti - chiedo di fare ciascuno la propria parte, perché se anche una sola delle componenti venisse meno ogni sforzo sarebbe vano. E di fronte a un fallimento a dimetterci dovremmo essere tutti: io per primo, nuovamente. Grazie per la pazienza. Confido nel vostro aiuto per ricominciare".

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