Tar sospende il provvedimento del Suap, Bar Santoro verso la riapertura

Il commerciante, si legge nel decreto, si è trovato "inerme dinanzi al rimbalzo di competenze tra gli uffici comunali e alle erronee valutazioni degli stessi in ordine ad asseriti vincoli gravanti sull'area, esclusi invece dalla Soprintendenza". L’attività risulta chiusa dallo scorso 10 luglio

Il bar Santoro di piazza Indipendenza presto riaprirà i battenti. Così ha deciso ieri il presidente del Tar Calogero Ferlisi accogliendo l’istanza dell’imprenditore e sospendendo i provvedimenti che avevano portato alla chiusura disposta dagli uffici del Suap, lo sportello unico per le attività produttive del Comune. A presentare la richiesta è stato il gestore del bar, Piero Santoro, assistito dagli avvocati Alessandro Dagnino e Ambrogio Panzarella. Secondo quanto accertato dagli uffici comunali il bar, aperto da 65 anni, non aveva l'agibilità. "L'ufficio ritenuto competente dal Suap per il rilascio del certificato di agibilità - scrive il presidente del tribunale amministrativo regionale - ha, dapprima, ritenuto (infondatamente) che 'allo stato, è inammissibile il rilascio del certificato di agibilità', da ultimo, si è dichiarato incompetente alla conclusione del procedimento avviato".

"La Soprintendenza, erroneamente interpellata dal Comune, ha evidenziato che essa 'non è titolata ad esprimere parere in sanatoria precisando che l'esclusiva competenza dell'iter relativo all'ammissibilità del condono edilizio sulla base dell'istanza sopra citata, si attesta a codesto Comune' - si legge ancora - e che il mancato rilascio dell'agibilità dell'immobile in questione non è imputabile all'odierno deducente" che "ha richiesto l'agibilità dell'immobile in questione con nota nel 2001, successivamente integrata". Per il presidente del Tar il commerciante si è trovato "inerme dinanzi al rimbalzo di competenze tra gli uffici comunali e alle erronee valutazione degli stessi in ordine ad asseriti vincoli gravanti sull'area, esclusi invece dalla Soprintendenza".

Il Tar ha disposto in attesa del giudizio "l'immediata ripresa dell'attività commerciale esercitata e, in ogni caso, la conservazione della validità ed efficacia delle autorizzazioni numero 93 del 29 luglio 1980 e dell'autorizzazione numero 9804 del 9 marco 1981". La chiusura del bar risale allo scorso 10 luglio ed è arrivata al termine degli accertamenti eseguiti dai carabinieri del Nas che avevano notificato un provvedimento di sospensione per 30 giorni emesso dal capo area del Comune Domenico Musacchia. "Qualora il certificato di agibilità non verrà emesso dall’ufficio competente si procederà a definire l’iter procedimentale finalizzato all’annullamento degli effetti giuridici dell’autorizzazione”, si leggeva nell’atto protocollato dagli uffici del Suap.

In passato l’attività commerciale era finita nel mirino dell’Amministrazione per il mancato versamento del canone di concessione dello spazio. Nel decreto del Tar si legge infatti che è stata offerta al Comune, "al fine di onorare (pur senza acquiescenza e con riserva degli esiti dei giudizi pendenti) le pretese creditorie avanzate dal Comune apposita fideiussione per l'ingente somma di 323.576,09 euro a garanzia del puntuale pagamento delle rate di indennità di occupazione dell'immobile di cui al piano di rateizzazione approvato in data 26.6.2018 che prevede il pagamento di una rata mensile di 5.483,17 euro". Sicché la disposta "sospensione dell'attività sta mettendo a dura prova l'azienda del ricorrente impedendogli di generare ricavi, il che potrebbe comportare l'impossibilità di onorare gli impegni assunti con il suddetto piano di rateizzazione".

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