Il Tar dà ragione a Paul, adesso la Questura dovrà rilasciargli il permesso di soggiorno

Sospeso il diniego alla permanenza in Italia, il ghanese non sarà espulso: così hanno deciso i giudici amministrativi. L'avvocato Bisagna: "Attendiamo gli adempimenti consequenziali". E' la vittoria di Biagio Conte: "Continueremo a batterci per i tanti Paul emarginati ed esclusi"

Paul Yaw Aning, il 51enne ghanese ospite da un decennio della Missione Speranza e Carità, può rimanere in Italia. La Terza sezione del Tar, con ordinanza collegiale, ha confermato il decreto cautelare dello scorso 14 maggio che ha accolto la richiesta di sospensione del provvedimento di archiviazione della domanda di permesso di soggiorno. In parole più semplici, Paul non sarà espulso e la Questura dovrà rilasciargli il permesso di soggiorno. 

E' la vittoria di Biagio Conte, che per Paul ha digiunato svariati giorni, ma è anche una vittoria legale. Perché la difesa di Paul, nella persona dell'avvocato Giorgio Bisagna, è riuscito a convincere i giudici amministrativi, in punta di diritto. Con la Questura che si è costituita in giudizio ed ha promosso una difesa attiva, con una memoria di 7 pagine nella quale ha ribadito il diniego del permesso di soggiorno, non c'è stata nessuna trattativa. Nessuna mediazione. Alla fine però i magistrati del Tar - Maria Cristina Quiligotti (presidente estensore), Anna Pignataro (consigliere), Calogero Commandatore (referendario) - hanno dato ragione a Paul e alla Missione Speranza e Carità. E' tuttavia doveroso ricordare che la causa al Tar è ancora nella fase cosidetta cautelare e la trattazione di merito deve essere ancora fissata. 

Nell'ordinanza collegiale, depositata oggi, la Terza sezione del Tar ha evidenziato la sussistenza del "danno grave ed irreparabile" sospendendo così il diniego al permesso di soggiorno. "Il Tar - dice l'avvocato Bisagna - ha raccolto in pieno le prospettate esigenze umanitarie. A questo punto attendiamo gli adempimenti consequenziali del Questore, ovvero il rilascio del permesso di soggiorno".

"La Missione Speranza e Carità - commenta Biagio Conte - ringrazia le autorità giudiziarie che sono preposte a tutelare i diritti umani, patrimonio di tutti gli uomini e donne, senza differenza di razza, religione, cultura e ceto sociale. Continueremo il servizio a favore degli ultimi, per i tanti Paul che vivono emarginati ed esclusi, anche perchè vittime di una burocrazia sfiancante che penalizza e condanna la dignità delle persone. Serve un forte e trasversale intervento legislativo a tutela dei diritti umani dei migranti, soprattutto dei tanti Paul, che vivono onestamente e integrati, introducendo meccanismi di regolarizzazione permanente, in presenza di idonei requisiti". 

"Un sentito ringraziamento - aggiunge fratel Biagio - va al nostro vescovo Corrado, alla nostra comunità diocesana, ai rappresentanti delle varie confessioni religiose che ci hanno sostenuto e a tutta la cittadinanza e oltre, che ha manifestato, come di consueto, un grande cuore. Un grazie anche alle Autorità, in testa il sindaco che ha personalmente e fattivamente espresso la sua vicinanza e solidarietà e al Prefetto e al Questore che speriamo di incontrare a breve personalmente". Così Paul Yaw in un suo scritto: "Guarisci il cuore con l'olio del perdono, perdonando tutti coloro che ci hanno ferito e meditando le ferite che abbiamo causato agli altri (...) Prenditi cura del fratello, della sorella debole, dell'anziano, del malato, dell'arrabbiato e del senza fissa dimora".

"I nemici dei diritti e i fomentatori dell'odio - dichiara il sindaco Leoluca Orlando - hanno oggi subito l'ennesima sconfitta giudiziaria. Il diritto e i diritti, il rispetto dei valori fondamentali della nostra Costituzione hanno prevalso su logiche inumane di individualismo. Tutto questo grazie all'impegno corale della città e della comunità a fianco della battaglia di amore, nonviolenza e civiltà guidata da Biagio Conte per tutti i Paul vittime di leggi inumane".  

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