"Cos'è l'antimafia? Partecipare alle marce...?": lo sfogo del pasticcere Santi Palazzolo

L'imprenditore di Cinisi che ha denunciato per estorsione il vice presidente della Gesap, Roberto Helg, è intervenuto alla "Leopolda siciliana". Dal palco non ha risparmiato le critiche ai politici nostrani

Foto Twitter

"Io ho ricevuto la richiesta di pizzo non da un mafioso o un delinquente, ma da un insospettabile, un rappresentante dell'antimafia. Colui che poco prima mi aveva fatto firmare il codice etico in cui mi impegnavo a denunciare eventuali estorsioni subite". Sono le parole pronunciate dal palco della Leopolda siciliana da Santi Palazzolo, il pasticcere dell'aeroporto di Palermo che un anno ha denunciato e fatto arrestare l'ex vicepresidente della Gesap Roberto Helg. Helg, fino a quel momento volto simbolo dell'antimafia, è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri mentre chiedeva una tangente da 100 mila euro a Palazzolo in cambio della proroga del contratto della sede della pasticceria in aeroporto. "Il mio stato d'animo è stato di smarrimento - ha detto Palazzolo dal palco - a chi devo denunciare? E cos'è l'antimafia?".

"Si parla spesso di antimafia - ha continuato - ma che cos'è l'antimafia, quella di chi partecipa alle marce o di chi si alza la mattina alle quattro, indossa il camice da pasticcere e dà lavoro a 50 persone? E' antimafia mettersi una fascia tricolore e accusare un cittadino di avere fatto un gesto utilizzandolo come merce di scambio?". Il riferimento è al sindaco Leoluca Orlando. "Il sindaco di Palermo - prosegue Palazzolo - dice che io cerco scampoli di impunità. Io non ho mai risposto pubblicamente ho aspettato che a parlare fossero i giudici e lo hanno fatto con due sentenze. Prima quella penale, dopo la condanna di Helg e poi il lodo arbitrale che mi ha dato ragione". Nei giorni scorsi il collegio arbitrale aveva accolto la richiesta di Palazzolo di proseguire il contratto per la sede della pasticceria in aeroporto.

Dal palco della Leopolda, Palazzolo ha attaccato anche il sindaco di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo: "Da quando ho fatto la denuncia - ha detto - non è entrato una sola volta nel mio negozio, è passato un anno. Perchè sostiene che non può appoggiare un'antimafia affaristica. Ha sostenuto che non devo speculare sulla sorte dei miei collaboratori dicendo che se chiude il negozio dell'aeroporto loro perdono il posto di lavoro. Ho ricevuto migliaia di attestazioni di solidarietà. Mi hanno definito un eroe, ma io non sono un eroe. Non accetto questa definizione perchè finchè denunciare diventa un gesto eroico vuol dire che c'è qualcosa che non va. Bisogna metterci la faccia come me".

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